Manovra aggiuntiva, niente sconti Ue: più tempo poi sarà 'infrazione'

21 febbraio 2017 ore 11:09, Luca Lippi
La Commissione Ue ha chiesto una correzione dei conti pubblici da 3,4 miliardi (0,2% del Pil). Da parte sua, Padoan ha assicurato al vertice dell’Eurogruppo “una manovra senza sconti” anche con una crescita oltre le previsioni.
Padoan, a margine dell’eurogruppo, ha specificato:L’aggiustamento è strutturale, quindi anche miglioramenti delle stime, che si possono prevedere, non hanno impatto”.
In concreto, però, da Bruxelles si riservano di mantenere le perplessità; non è un segno di sfiducia nei confronti del ministro Padoan, piuttosto l’indisponibilità manifestata dall’ex premier Matteo Renzi e da altri esponenti del Pd sui 3,4 miliardi della manovra. Anche i contrasti interni al partito di maggioranza sollevano dubbi. 
Padoan, alla richiesta se la manovra possa saltare per la eventuale scissione nel Pd, ha replicato con un “non è affar mio” e ha invitato a rivolgersi “ai parlamentari del Partito democratico”.
Moscovici, che ha una linea morbida rispetto ai commissari Ue di Paesi del Nord, ha rassicurato sulla prosecuzione del negoziato con il ministro Padoan, sottolineato che al momento “in Italia c’è un governo, c’è un presidente del Consiglio e c’è un ministro delle Finanze, lavoriamo con loro per cercare di trovare soluzioni”.

Manovra aggiuntiva, niente sconti Ue: più tempo poi sarà 'infrazione'

Il francese Pierre Moscovici, ha informato i ministri finanziari della zona euro sulle ultime previsioni economiche per i Paesi membri. Il presidente dell’Eurogruppo, l’olandese Jeroen Dijsselbloem, ha indicato la prossima riunione del 20 marzo per discutere della situazione dell’Italia, che sconta il maxi debito pubblico in risalita, bassa crescita, alta disoccupazione e sistema bancario in difficoltà. “In questo momento è tutto nelle mani della Commissione”, ha specificato Dijsselbloem, rinviando al livello tecnico. 
Gli euroburocrati di Moscovici hanno preparato bozze di lavoro sugli squilibri dell’economia italiana per i commissari Ue. Il rapporto specifico sul debito, stimato oltre il 133% del Pil nel 2017 e nel 2018, evidenzia il mancato contenimento verso l’obiettivo del 60% del Pil
Moscovici, che all’Eurogruppo ha incontrato Padoan, ha rinviato ogni commento sulla situazione italiana, dopo che la riunione settimanale dei commissari avrà finalizzato il pacchetto di dossier sull’Italia.
La disponibilità manifestata da Padoan sulla manovra, pur generica, potrebbe far guadagnare tempo all’Italia allo scopo di allontanare ogni rischio di procedura d’infrazione, ma nella sostanza questo fa emergere il sospetto che ci sia un rischio concreto, o che non ci siano soluzioni all’orizzonte (almeno nel breve). 
Sarebbe stato interessante conoscere i termini del colloquio fra gentiloni e Padoan prima dell’eurogruppo, sta di fatto che se mai ci fosse un miglioramento nella stima del Pil, questo è dovuto all’aumento di spesa pubblica e l’Europa lo sa. Non è così ‘veloce’ ristrutturare l’impianto di formazione del Pil che in Italia. Per il benessere ed il futuro di un Paese non è la stessa cosa se a crescere è la sua base produttiva o le attività improduttive. È la prima che finanzia la seconda, operando sui mercati, e non viceversa.

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autore / Luca Lippi
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