Legge elettorale, arriva l'ok di FI al Rosatellum bis: i sì e i no

21 settembre 2017 ore 17:36, Americo Mascarucci
Il Rosatellum bis è approdato presso la Commissione Affari Costituzionali della Camera dove l'ha depositata il capogruppo dem Emanuele Fiano relatore della nuova legge elettorale. Si tratta di un sistema elettorale misto, in cui l’assegnazione di 231 seggi alla Camera e 102 seggi al Senato è effettuata in Collegi uninominali con formula maggioritaria, in cui vince il candidato più votato. L’assegnazione dei restanti seggi avviene con metodo proporzionale, nell’ambito di Collegi plurinominali attraverso listini bloccati corti. Ci si potrà candidare al massimo in tre listini proporzionali diversi. Il testo prevede anche la possibilità che un candidato di un collegio sia presente in tre diverse liste proporzionali. Il nuovo testo al momento dovrebbe ottenere il via libera di Pd, Forza Italia, Lega, Ap, mentre voteranno contro Movimento 5Stelle, Mdp e Fratelli d'Italia.
Legge elettorale, arriva l'ok di FI al Rosatellum bis: i sì e i no

La Commissione Affari Costituzionali della Camera voterà l'adozione del testo martedì prossimo mentre mercoledì 27 alle 17, è stato fissato il termine per presentare gli emendamenti.  
Teoricamente numeri alla mano il testo dovrebbe essere approvato ma in politica la teoria non sempre va d'accordo con la pratica. Nelle ultime ore Forza Italia, inizialmente scettica sul testo, per bocca del capogruppo a Montecitorio Renato Brunetta ha aperto alla possibilità di un voto favorevole valutando la proposta come "un tentativo serio". 
Ma i rumors riferiscono che l'improvvisa svolta degli azzurri, fino a ieri rigidamente arroccati sulla proposta del proporzionale puro, potrebbe essere stata determinata dalle ultime perplessità del segretario del Pd Matteo Renzi che di fronte alla ritrovata unità fra Pisapia ed Mdp vede in serio rischio la possibilità di un'alleanza nei collegi uninominali a tutto vantaggio di un centrodestra pronto a presentarsi unito. Poi c'è anche il problema dei centristi che non sarebbero in condizione di presentare una lista in grado di superare lo sbarramento del 5%.  (ma l'ultima bozza prevederebbe lo sbarramento al 3). Insomma se prima era Renzi con questa proposta a voler mettere in difficoltà Berlusconi spingendolo fra le braccia di Salvini sperando così di succhiare consensi moderati agli azzurri, adesso potrebbe essere Forza Italia a spingere Renzi verso un sistema elettorale che, senza l'accordo a sinistra, sarebbe molto pericoloso per il Pd. 
A questo punto se le cose stanno davvero così sarà interessante capire chi si assumerà la responsabilità di far saltare il banco. 

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