Rosatellum bis, Salvini dà l'ok: gioca con Silvio ma pensa a Di Maio

22 settembre 2017 ore 12:03, Americo Mascarucci
Tutti pazzi per il Rosatellum bis, ma non troppo. Dietro le quinte infatti i malumori sono molti e pare che non siano pochi a sperare che alla fine vada in soffitta come avvenuto per il modello tedesco. In pratica il nuovo testo è una sorta di Matterellum rovesciato: il 36% dei seggi sarà eletto con sistema maggioritario e collegi uninominali, il 64% con il proporzionale con il ricorso a listini corti composti da un massimo di 4 candidati.
Rosatellum bis, Salvini dà l'ok: gioca con Silvio ma pensa a Di Maio

LA STRUTTURA DEL TESTO
Al Senato i collegi uninominali sono 102, quelli plurinominali 206; alla Camera 231 i collegi maggioritari e 386 quelli proporzionali. Un collegio uninominale è riconosciuto alla Valle d’Aosta sia per la Camera che per il Senato, mentre sono 6 i collegi plurinominali per l’Estero al Senato e 12 alla Camera.

SOGLIA DI SBARRAMENTO
I partiti e le singole liste che vogliono accedere in Parlamento dovranno  ottenere almeno il 3% dei voti validi su base nazionale, sia alla Camera che al Senato. Per le coalizioni la soglia di sbarramento sale al 10%, sempre su base nazionale.

PLURICANDIDATURE
Sono consentite un massimo di 3 pluricandidature nei listini proporzionali, non sono invece consentite pluricandidature nei collegi uninominali. È invece consentita la candidatura dello stesso candidato in un collegio uninominale e nei collegi plurinominali, anche in questo caso fino a un massimo di tre.

LA SCHEDA
L’elettore avrà un’unica scheda, non è consentito il voto disgiunto. Ogni elettore dispone di un unico voto da esprimere su una scheda recante il nome del candidato nel collegio uninominale ed il contrassegno della lista o delle liste collegate, corredate dei nomi dei candidati nel collegio plurinominale. L’elettore vota il contrassegno della lista prescelta ed il voto è attribuito anche al candidato. Nei collegi uninominali il seggio è assegnato al candidato che consegue il maggio.

SCENARI
Questa legge in pratica apre la competizione fra i partiti sul piano proporzionale, ma obbligando poi gli stessi a coalizzarsi nei collegi uninominali. E se per il centrodestra l'accordo politico in caso di approvazione del Rosatellum bis fra Lega-Forza Italia e Fratelli d'Italia è quasi scontato seppur alla stregua di un boccone amaro da ingerire per forza, nel campo del centrosinistra le cose sono più complicate, di fronte al No di Pisapia ed Mdp ad un'alleanza. L'abbassamento della soglia di sbarramento al 3% renderà più facile per i centristi mettere in piedi una lista competitiva, ma resterà il problema della governabilità. 
Sarà in grado questa legge di garantire una maggioranza certa e coesa di fronte alla sproporzione che si verrà a creare fra proporzionale e maggioritario? Lo scenario delle larghe intese appare ancora molto concreto, ma l'unica differenza è data dal fatto che mentre con gli attuali sistemi vigenti è pressoché impossibile trovare una maggioranza senza il Movimento 5Stelle (indisponibile a sostenere e partecipare a governi di coalizione), con questa legge potrebbe essere meno difficile con il Pd  e Forza Italia che insieme potrebbero raggiungere i numeri .

IL REBUS SALVINI
Il leader del Carroccio potrebbe diventare l'ago della bilancia. Lui sostiene il Rosatellum convinto così di potersi giocare una doppia partita: sul proporzionale avrà la possibilità di contarsi con Forza Italia e quindi aspirare alla leadership del centrodestra puntando su una campagna elettorale "dura e pura" modello lepenista con l'obiettivo di ottenere più voti degli azzurri. Sul maggioritario invece cercherà di sfruttare il più possibile i voti degli alleati per eleggere il maggior numero di parlamentari con l'obiettivo poi di impedire che Forza Italia raggiunga un numero di parlamentari sufficiente per poter siglare larghe intese con Renzi-Alfano e company. 
A quel punto Salvini punterebbe a diventare l'ago della bilancia, offrendo i suoi voti tanto in un'ipotesi di governo di coalizione Renzi-Berlusconi che nel caso di un sostegno esterno ad un possibile governo a 5Stelle. Ipotesi quest'ultima che sarebbe largamente preferita dal leader leghista. 

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