Legge elettorale, Rosatellum passa in Commissione. La minaccia dei 5Stelle

23 maggio 2017 ore 17:02, Andrea De Angelis
A favore hanno votato Pd, Ala, Lega, Svp, Democrazia solidale, contraria nel merito ma disponibile a contribuire all'avvio dell'iter. Contrari Fi, Si, Mdp, Cinquestelle e Alternativa libera. Assente Ap, astenuti Direzione Italia, Civici innovatori, Per l'Italia e Fratelli d'Italia. Il cosiddetto 'Rosatellum', il testo base approvato oggi dalla commissione Affari costituzionali della Camera, sul quale ora si aprirà la discussione per poter arrivare a una nuova legge elettorale, è dunque realtà. Sarà quello che dovrà portare, come richiesto dal Presidente della Repubblica Mattarella (lo vedremo tra un attimo) alla legge con la quale i cittadini italiani, salvo sorprese dell'ultima ora, voteranno il prossimo anno il nuovo Parlamento. Dunque a scadenza della Legislatura. 

Legge elettorale, Rosatellum passa in Commissione. La minaccia dei 5Stelle
IL ROSATELLUM
Il Rosatellum altro non è che una versione corretta del Mattarellum con l'innalzamento della quota proporzionale dal 25 al 50%. La proposta ufficiale del Partito democratico prevede l'elezione di 303 deputati eletti in altrettanti collegi uninominali e lo stesso numero di eletti con metodo proporzionale senza meccanismo di scorporo in circa 80 circoscrizioni sub regionali, in listini bloccati di quattro nomi. Cinquanta per cento di seggi assegnati su base maggioritaria e cinquanta per cento su base proporzionale, con sbarramento al 5 per cento in estrema sintesi.
La proposta non modifica il metodo proporzionale per eleggere i 12 deputati esteri e conferma i collegi uninominali per il Trentino Alto Adige e la Valle d'Aosta. La scheda che avrà l'elettore sarà unica: dovrà barrare il nome del candidato del collegio uninominale e apporre una croce sul simbolo del partito. Il Rosatellum però non permette il voto disgiunto, tra lista e candidato di collegio. 

LA MINACCIA DEI 5 STELLE
L'Italicum dunque va definitivamente in soffitta, dopo che a proporlo era stato lo stesso partito di maggioranza. Secondo molti addetti ai lavori il ripensamento è dovuto anche (ma non solo) al fatto che in quel modo si sarebbe dato vita ad una legge ad hoc per il Movimento 5 Stelle. Adesso, però, più d'uno fa notare come questa finisca invece per andare contro i grillini. Duro Danilo Toninelli, di M5S: "Un testo perfettamente disegnato contro il Movimento Cinquestelle. Noi siamo disponibili dal giorno dopo il referendum". "Se vanno avanti così si schianteranno - aggiunge -, perché senza di noi non si può approvare una legge elettorale al Senato". Questo è dunque il dato politico: al tavolo dovranno sedere anche i pentastellati. 

IL MONITO DI MATTARELLA
La "fretta" (anche se il termine appare inappropriato visto che se ne parla davvero da troppo tempo) delle ultime settimane è la logica conseguenza del monito lanciato dal Quirinale lo scorso 26 aprile. "Approvate presto la nuova legge elettorale per la Camera e il Senato". Un secco invito che il capo dello Stato inviò ai parlamentari attraverso i presidenti di Camera e Senato, Boldrini e Grasso, convocati al Colle quasi un mese fa. Un lungo colloquio, due ore e mezzo, dalle 13:30 alle 15:45, nel corso del quale il Capo dello Stato oltre a chiedere ai due presidenti di "rappresentare" l’urgenza sulla legge elettorale ha chiesto di fare altrettanto anche per l’elezione del giudice della Corte Costituzionale. Senza una riforma, o almeno senza rendere "omogenei" i due sistemi di Camera e Senato dunque per Sergio Mattarella non si può ancora andare avanti. E di conseguenza, tanto meno si potrebbe andare al voto.

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