Pisapia abbraccia la Boschi ed MDP lo scomunica: è strappo a sinistra

24 luglio 2017 ore 11:22, Americo Mascarucci
Non ci sta Giuliano Pisapia leader del Campo Progressista e da molti indicato come possibile leader di un rinnovato fronte di centrosinistra, a finire sotto processo per l'abbraccio con il sottosegretario Maria Elena Boschi alla festa dell'Unità di Milano. Agli ex Dem, oggi confluiti in Articolo 1-Movimento Democratico e Progressista quell'abbraccio è sembrato inopportuno e decisamente sbagliato nel momento in cui a sinistra si sta creando l'alternativa al renzismo, di cui la Boschi è sicuramente fra i massimi esponenti. L'ex sindaco di Milano però si difende e attacca quelli che dovrebbero essere i suoi compagni di viaggio, ossia Bersani e company ai quali l'abbraccio ha dato tanto fastidio.
Pisapia abbraccia la Boschi ed MDP lo scomunica: è strappo a sinistra

LA REPLICA 
"Sono assurde, irreali e vergognosamente strumentali le polemiche sul mio abbraccio con Maria Elena Boschi- attacca Pisapia - il Pd non è mio nemico, divisi si perde". Pisapia insiste sulla necessità di ricompattare il centrosinistra e insiste anche nel riconfermare che il centrosinistra senza Pd non può esistere. Vallo a spiegare a Bersani e D'Alema ai quali, c'è da star certi, l'intervista dell'ex sindaco a Repubblica avrà fatto storcere il naso (e forse pure qualche altra cosa). Per loro infatti l'obiettivo al momento sembra unicamente quello di "distruggere politicamente" Matteo Renzi. Non dunque con un nuovo centrosinistra, ma con una sinistra alternativa al Pd. Pisapia tuttavia riconosce che "il nuovo centrosinistra dovrà essere in netta discontinuità con le politiche del Pdb degli ultimi anni, ma sapendo che gli avversari stanno da un'altra parte del campo, non da questo".

ROTTURA CON MDP
Pisapia ce l'ha con i compagni dell'MDP ai quali ha già detto chiaramente che lui non intende lasciarsi trascinare in una guerra personale contro Renzi. 
"Chi mi critica per l'abbraccio era nel Pd fino a pochi mesi fa - risponde a Bersani e company - ho salutato e abbracciato Boschi così come ho abbracciato centinaia di persone e sorriso non so per quante foto. Continuerò ad andare alle feste dell'Unità così come andrò alla festa di Legambiente, ai dibattiti con la Cgil, alle riunioni delle Officine delle idee, agli incontri organizzati dalla sinistra e dal centrosinistra. A quegli incontri costruttivi e non a quelli polemici. E mi colpiscono le polemiche di chi, fino a pochi mesi fa, era nel Pd e votava leggi che oggi critica. Il popolo dem non sarà mai mio nemico- agiunge - ma con l'attuale Pd che si ritiene autosufficiente e con un sistema elettorale proporzionale alle elezioni, è evidente che ci sarà competizione".
Insomma appare evidente come fra Pisapia e gli ex del Pd fautori della scissione che ha dato vita ad MDP le divisioni sono molto forti. Anche perché, mentre questi ultimi sono usciti dal Pd proprio per distaccarsi dal renzismo, Pisapia con Renzi non ha mai avuto problemi personali ma soltanto divergenze di vedute politiche tali però da non pregiudicare una possibile collaborazione: da una parte c'è dunque chi vede Renzi come il fumo negli occhi e lo considera il peggior nemico da combattere (vedi D'Alema) dall'altra Pisapia che pur evidenziando le divergenze fra lui e il segretario del Pd è tuttavia favorevole ad un dialogo che possa favorire la ricostituzione di un nuovo centrosinistra di cui il Pd, volente o nolente non potrà che essere il perno centrale. Due visioni diametralmente opposte e destinate ad emergere anche su cose da niente come il semplice e innocuo abbraccio con un'avversaria politica.

#pisapia #boschi #abbraccio 

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