Bonus giovani, Poletti dà i numeri: "300mila assunzioni ma senza furbizie"

25 agosto 2017 ore 13:45, Americo Mascarucci
Circa 300 mila giovani potrebbero essere assunti grazie al bonus giovani. Sono le previsioni decisamente ottimistiche del Ministro del Lavoro Giuliano poletti ospite al Meeting di Cl a Rimini. Cifra quella dei 300mila posti che Poletti considera ragionevole grazie alla decontribuzione ed ai nuovi incentivi a favore dei nuovi assunti. Poletti spiega inoltre come due miliardi da investire per il bonus giovani potrebbe essere una cifra credibile: «Dipenderà – spiega – dalla possibilità di utilizzarlo su una platea più o meno larga: per 'Garanzia giovani' dalla Ue abbiamo ottenuto l’innalzamento dell’età da 25 a 29 anni perché la regolazione europea prevedeva fino a 25 anni. Ma sappiamo che ogni volta che dobbiamo ottenere una regolazione diversa c’è una trattativa da fare".
Bonus giovani, Poletti dà i numeri: '300mila assunzioni ma senza furbizie'

COME FUNZIONA
L’incentivo che dovrebbe trovar posto nella legge di Bilancio per il 2018, prevede un dimezzamento dei contributi previdenziali (30-33% della retribuzione lorda, secondo i casi) per i primi tre anni (o due) dall’assunzione a tempo indeterminato. Lo sgravio di cui beneficerebbe l’impresa avrebbe un tetto di 3.250 euro che, secondo le valutazioni di Leonardi, dovrebbe consentire il dimezzamento appunto dei contributi (15-16,5%) per la stragrande maggioranza delle assunzioni, visto che il 75% dei giovani sta dentro questo tetto considerando il salario d’entrata al lavoro.
Con il bonus fiscale, le aziende che assumeranno giovani potranno quindi beneficiare di decontribuzioni, anche se non è ancora chiaro quale fascia d'età sarà interessata dalla misura. "Dobbiamo evitare che ci siano effetti negativi di una regola che vogliamo in termini positivi - ha specificato Poletti -. L'obiettivo è aumentare il numero degli occupati, il numero degli occupati giovani e il numero degli occupati stabili. Sarebbe grave se si producesse un effetto 'collaterale' non voluto - ha sottolineato il ministro - che produca magari il ricambio-scambio tra una persona occupata e una persona che viene assunta. Ci sarà quindi un chiarissimo divieto ad utilizzare queste norme attraverso un meccanismo di scambio. Ci sarà un periodo di tempo entro il quale non si potrà licenziare prima e non si potrà licenziare dopo".
Dovrebbe essere esclusa, inoltre, la possibilità di usufruire di più sgravi per lo stesso lavoratore. 

PREVIDENZA
Sul piano della previdenza  Poletti conferma che è allo studio un' ipotesi di pensione di garanzia per i giovani, mentre sulla possibilità di un innalzamento dell’età dal 2019 si mostra molto più cauto dicendo che il tema non sarà inserito nella legge di Bilancio. Molto dipenderà dai dati Istat. In ogni caso, sulla previdenza il 30 ripartirà il confronto con i sindacati.

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