Rosatellum bis, chieste 5 fiducie: oggi M5S in piazza con Grillo

25 ottobre 2017 ore 9:36, Americo Mascarucci
Non una ma cinque fiducie quelle poste in Senato sul Rosatellum bis. Saranno votati con la fiducia ben sei articoli della nuova legge elettorale già approvata dalla Camera. Anche a Palazzo Madama regge l'asse Pd- Forza Italia - Lega Nord- Alternativa Popolare e oggi alle 14 inizieranno le votazioni sulle cinque fiducie poste. Nonostante fra i Dem non manchino i malumori non ci dovrebbero essere eclatanti colpi di scena. Quel che è certo è che con la decisione di porre la fiducia al Senato, il Pd vede allontanare sempre di più la possibilità di riallacciare i rapporti con gli scissionisti di Mdp che da ieri sono ufficialmente fuori dalla maggioranza che sostiene il Governo Gentiloni.
Rosatellum bis, chieste 5 fiducie: oggi M5S in piazza con Grillo

OGGI AL SENATO
Come detto regge il patto fra Renzi- Berlusconi-Salvini e Alfano cui si aggiungeranno i voti del gruppo Ala di Denis Verdini che può contare su 12 senatori. Pallottoliere alla mano e franchi tiratori in conto, appare poco probabile che il Rosatellum bis possa vedere un destino diverso da quello della Camera.

IERI IN AULA
Lo scontro con le opposizioni si è consumato ieri quando il presidente Pietro Grasso ha detto no alla richiesta di voto segreto sulle pregiudiziali presentate da M5S e Sinistra Italiana respinte per alzata di mano. Mdp non ci sta e ha annunciato l'uscita dalla maggioranza di governo. La rottura è stata comunicata dai capigruppo direttamente al presidente Sergio Mattarella. Del resto dal punto di vista politico l'uscita dalla maggioranza diventa un atto obbligato considerando che Mdp voterà contro tutte le fiducie richieste dal Governo. 
A nulla sono valse le rassicurazioni del capogruppo Dem Luigi Zanda che ha chiarito: "Il voto finale col quale dovrà essere approvata la legge elettorale non vedrà voto di fiducia e, quindi, mi pare che siamo dentro i regolamenti. Gli emendamenti sono quasi cinquanta e sono chiaramente strumentali. Non potevamo permetterci 50 votazioni segrete". 
Anche il segretario Matteo Renzi plaude alla decisione del Governo di porre la fiducia: ""Mettere la fiducia è un atto assolutamente legittimo e questa legge elettorale permetterà ai cittadini di scegliere i parlamentari. Il resto è discussione autoreferenziale e lontana dai problemi delle persone".

PROTESTE IN PIAZZA
All'esterno di Palazzo Madama c'è la folla radunata dal Coordinamento per la democrazia e la costituzione con l'adesione di Mdp, Sinistra italiana e Possibile di Pippo Civati. Dentro invece i senatori del Movimento 5Stelle si bendano gli occhi non appena il ministro per i Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro annuncia il voto di fiducia.  La senatrice Loredana De Petris arriva addirittura ad occupare simbolicamente la poltrona di Pietro Grasso. Per Sinistra Italiana Gentiloni è addirittura peggiore di Mussolini. Il duce sulla legge Acerbo fanno notare dai banchi della sinistra almeno la fiducia l'aveva posta solo alla Camera. 
Ma la piazza più rumorosa sarà sicuramente quella di oggi, mobilitata dai 5Stelle che circonderanno Palazzo Madama in segno di protesta. Ci sarà anche Beppe Grillo e questo lascia presagire che le presenze saranno molto più numerose di quelle che si sono viste ieri nella piazza di sinistra. 
Ora se Renzi e Gentiloni vorranno recuperare il rapporto con Mdp e la sinistra non hanno che una strada: accelerare sullo Ius Soli ponendo anche qui il voto di fiducia rompendo di fatto con Ap. La legge rischierebbe di essere affossata ma forse è l'unico modo per non mettere una pietra tombale definitiva sulla possibilità di un'alleanza di centrosinistra nei collegi uninominali. Impresa quasi impossibile ma tentar non nuoce. 

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