In Germania Merkel si riconferma, nodo coalizione: quali chance ha

25 settembre 2017 ore 17:51, Luca Lippi
La Merkel si riconferma cancelliera per la quarta volta consecutiva. Un primato che però non gode del favore dei numeri. Se da una parte il risultato delle elezioni tedesche può considerarsi una disfatta per ‘la grande coalizione’ a sostegno della cancelliera di ferro, di fatto è altrettanto plausibile ipotizzare che dopo oltre dieci anni di governo e di sovraesposizione l’indebolimento è ‘fisiologico’. L'Unione (Cdu e Csu insieme) resta il primo gruppo in parlamento, ma crolla di oltre l'8%
In Germania Merkel si riconferma, nodo coalizione: quali chance ha
 
Perdite pesanti sia per la Cdu della cancelliera Angela Merkel, sia soprattutto dell’Spd di Martin Schulz. Il contraltare, e questa è la vera novità nella Germania del dopoguerra, l’ingresso della destra populista dell’Afd (Alternativa per la Germania) nel Bundestag: è la prima volta dal 1949 a livello federale, anche se l’Afd è già presente in 13 parlamenti regionali.

I NUMERI
l’Unione (e cioè la Cdu e la Csu insieme, che formano un unico gruppo parlamentare) resta primo gruppo, ma con un risultato molto peggiore del 2013: dal 41,5 crollano al 33%, con una perdita secca dell’8,5% è uno dei peggiori risultati in assoluto dal 1949. In particolare la Csu registra in Baviera un record negativo fermandosi al 38%. La Cdu perde soprattutto nell’Est tedesco (-12%), con un salasso a livello nazionale di oltre un milione di voti passati all’Afd. Per la Spd è un autentico disastro: appena il 20,5% (-5% rispetto al 2013), il peggior risultato dalla nascita della Repubblica Federale. Complessivamente la Grande Coalizione Cdu/Csu-Spd ha perso il 13,5% dei voti. Soprattutto spicca il balzo dell’Afd, andato oltre le previsioni della vigilia: se queste parlavano dell’11%, ieri gli elettori le hanno invece regalato il 12,6%, che ne fanno il terzo partito al Bundestag con la bellezza di 94 deputati. Molto bene anche i liberali dell’Fdp, che ritornano al Bundestag dopo quattro anni di astinenza con il 10,7% dei voti. Meglio del previsto anche i Verdi, arrivati all’8,9% contro il 7-8% dei sondaggi della vigilia. Infine l’estrema sinistra di Die Linke arriva al 9,2%. Fotografia finale: per la prima volta, complessivamente sono rappresentati al Bundestag 6 gruppi parlamentari.

LE MOSSE DELLA MERKEL
Ovviamente, indebolita ma non sconfitta, la cancelliera ha bisogno di creare una solida maggioranza per evitare un calvario in parlamento. Nella sostanza, le percentuali danno la maggioranza relativa al partito della cancelliera Angela Merkel: la maggioranza è di 353 deputati su 705 e l'ipotesi di coalizione Cdu/Csu, liberali e Gruenen, avrebbe 389 seggi. L'unica possibilità al momento è proprio la non semplice cosiddetta "Coalizione Giamaica", ma le posizioni di Verdi e Liberali sono distanti su molti punti, come l'Ue e l'economia. L'altra opzione, ma esclusa dal leader Spd, Schulz, vedrebbe una maggioranza più ampia di deputati con una seconda Grosse Koalition.
In estrema sintesi, ad Angela Merkel, che ha sempre escluso qualsiasi patto con l’Afd, non resta che un’opzione: una coalizione con Verdi e Liberali. Entrambi sono apparsi disponibili, ma niente, a questo punto è scontato. Anche perché i bavaresi della Csu sono particolarmente furibondi. Ha detto il leader Csu nonché governatore della Baviera Horst Seehofer:  “i risultati sono una cocente delusione. Ora dovremmo prendere posizioni chiari e decisioni nette per chiudere il fianco aperto a destra”. Per Merkel non sarà facile.

I COMMENTI DEI LEADER
Angela Merkel:Certo  avremmo voluto un risultato migliore. Ma restiamo il primo partito e non era affatto scontato dopo 12 anni della mia cancelleria. Abbiamo comunque raggiunto il nostro obiettivo di restare primo partito, e abbiamo avuto dagli elettori un incarico e ci assumeremo le responsabilità, nessuno potrà governare contro e senza di noi”.
Manuela Schwesig, in rappresentanza del Spd di Schulz: “Abbiamo deciso, andiamo all’opposizione, gli elettori non hanno confermato la Grande Coalizione”. Più tardi lo stesso Schulz ha parlato di “giorno duro e amaro. Abbiamo chiaramente mancato il nostro obiettivo”. Il leader Spd ha confermato che il suo partito andrà all’opposizione dichiarando: “Proseguiremo la nostra battaglia per la democrazia e la tolleranza” e riguardo l’ingresso dell’estrema destra in parlamento: “costituisce una cesura che non possiamo ignorare”. Anche Merkel ha definito “una sfida” l’ingresso in Parlamento dell’Afd. 
Alexander Gauland  di Afd (il partito di estrema destra) ha dichiarato: “Daremo la caccia alla Merkel o chi per lei. Siamo nel parlamento  e cambieremo questo paese”.
Meno bellicoso il portavoce nazionale di Afd Jörg Meuthen: “Noi siamo il nuovo partito conservatore e borghese del paese, quello che era la Cdu un tempo. I radicali? Non hanno niente a che fare con noi”.

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autore / Luca Lippi
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