Le mosse centriste anti-Salvini di Berlusconi: lista unica da Cesa a Tosi

26 settembre 2017 ore 11:41, Americo Mascarucci
Lorenzo Cesa e gli ex Udc, Direzione Italia di Raffaele Fitto, gli ex alfaniani di Alternativa Popolare che sono usciti dal partito in polemica con l'alleanza con il Pd in Sicilia e che potrebbero uscire a breve se Alfano confermerà l'alleanza alle politiche (leggi Formigoni); e ancora gli ex di Scelta Civica guidati da Enrico Zanetti, la truppa degli ex leghisti guidati da Flavio Tosi per finire con l'ex ministro Enrico Costa, Gianfranco Rotondi, Gaetano Quagliarello e Stefano Parisi. Sono tutti i potenziali referenti di un'operazione "grande centro" studiata da Silvio Berlusconi. Lo riferisce il quoidiano Libero che racconta delle manovre centriste del leader di Forza Italia per disinnescare la "mina-Salvni".
Non è comunque una notizia nuova visto che sono mesi che Berlusconi sta lavorando dietro le quinte al ricompattamento di un'area centrista nel centrodestra con l'obiettivo di rafforzare sempre di più Forza Italia e mettere in minoranza Lega e Fratelli d'Italia.
Le mosse centriste anti-Salvini di Berlusconi: lista unica da Cesa a Tosi

LA STRATEGIA BERLUSCONIANA
Libero però offre una notizia in più e racconta di come questa operazione potrebbe concretizzarsi con un intervento di restyling sul simbolo di Forza Italia. L'ipotesi sarebbe quella di inserire nel logo di Forza Italia la parola PPE oppure il cuore giallo stilizzato, simbolo dei popolari europei. In questo modo si crererebbe un listone unico di centro che permetterebbe agli azzurri di ottenere quei punti percentuali in più utili a superare il Carroccio.
Se infatti sarà approvato il Rosatellum, Lega e Forza Italia saranno obbligate a coalizzarsi nei collegi uninominali per il 36% di parlamentari da eleggere con il maggioritario, mentre sarà competizione aperta sul 64% da eleggere con il proporzionale. 
Salvini ha sempre ribadito che la leadership del centrodestra spetterà al partito della coalizione che otterrà più voti, forte di sondaggi che lo danno in crescente vantaggio rispetto agli azzurri. Da qui quindi la decisione di Berlusconi di andare oltre Forza Italia e mettere in piedi una lista moderata in grado di superare la Lega nel voto di lista e quindi tagliare le gambe alle aspirazioni di leadership del leader del Carroccio. Ma fra il dire e il fare c'è sempre di mezzo il mare e una simile operazione, se realizzata, potrebbe penalizzare le presenze dei forzisti in lista a vantaggio dei partiti satellite. Insomma per Berlusconi non tutte le ciambelle potrebbero riuscire col buco e trovare posti per accontentare tutti potrebbe rivelarsi più complicato del previsto. 

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