Scontri a Gerusalemme: migliaia di musulmani nella spianata, 46 feriti

27 luglio 2017 ore 17:29, Luca Lippi
Dopo i metal detector tolte anche le barriere metalliche dal luogo di culto teatro dell’attentato del 14 luglio in cui sono morti due poliziotti israeliani. Il Mufti della città ha invitato i fedeli a tornare nella Spianata delle Moschee e questo è accaduto regolarmente fin quando non sono cominciati gli scontri tra palestinesi e polizia. I responsabili religiosi della Spianata delle Moschee hanno chiesto che ora venga interrotto il boicottaggio da parte dei palestinesi, mentre Israele ha detto che nel corso dei prossimi mesi installerà nuovi sistemi di sicurezza meno intrusivi, come sistemi di telecamere con il riconoscimento facciale. I fedeli Musulmani sono rientrati oggi per la prima volta in due settimane. Secondo un corrispondente della France Presse, gli scontri sono scoppiati subito dopo l'ingresso dei fedeli nel luogo sacro. La Mezzaluna Rossa palestinese ha riferito allo stato attuale, di 46 feriti sia sulla spianata delle Moschee sia nella zona circostante.
La Spianata delle Moschee si trova in una zona di Gerusalemme considerata palestinese dalla comunità internazionale ma occupata militarmente da Israele.
Scontri a Gerusalemme: migliaia di musulmani nella spianata, 46 feriti
LA CENTRALITÀ DEL LUOGO
Le notizie che arrivano da Gerusalemme hanno riportato in primo piano la centralità della famosa Spianata delle Moschee (o Monte del Tempio, secondo il nome ebraico). La particolarità del luogo, estremamente sacro per tutte e tre le principali religioni monoteiste, lo ha reso, nel corso dei secoli, una polveriera pronta ad esplodere al minimo urto.
Per gli ebrei, quello è il luogo in cui il Re Salomone costruì il Tempio: un simbolo del nascente monoteismo ebraico. Seguendo le sorti dell’antico popolo ebraico, il Tempio fu distrutto e ricostruito (o ampliato) più volte, fino alla definitiva caduta ad opera dei romani nel 70. Oggi, dell’antico tempio, resta solo una parete nota a tutto il mondo come il Muro del Pianto: si tratta in assoluto del luogo più sacro della religione ebraica.
Per i cristiani, in quel luogo sono avvenuti molti degli eventi principali della predicazione di Gesù (la cacciata dei mercanti dal Tempio, l’entrata in Gerusalemme…). Inoltre, quando al termine della Prima Crociata Gerusalemme venne assediata e conquistata dai cristiani, i Cavalieri Templari trasformarono alcune delle moschee, che nel frattempo erano sorte sul posto, nella loro sede (da qui il nome dell’ordine), prima che ne venissero scacciati da Saladino nel 1187.
Per i musulmani, infine, si tratta del terzo luogo più santo in assoluto (dopo la Mecca e Medina) poiché è sulla Spianata delle Moschee (in particolare sulla Cupola della Roccia) che il profeta Maometto venne assunto in cielo. Da qui l’interesse per il sito e il proliferare delle moschee che danno il nome al luogo.
Per tutto il medioevo, Gerusalemme è stata il centro dello scontro tra cristiani e musulmani: per i religiosi più intransigenti dell’epoca, infatti, era impensabile che fedeli di altri credi potessero pregare in un luogo tanto sacro. In epoche successive, lo Stato ottomano, forte della sua caratteristica sovra-nazionale, inter-etnica ed inter-religiosa, garantì una certa tolleranza religiosa.
Con la caduta dell’Impero Ottomano e, in seguito, la fine del protettorato britannico, nacque lo Stato di Israele: era il 1948 e la Spianata delle Moschee, situata nella zona est della città, rimase sotto il controllo degli arabi. Nel 1967, però, con la Guerra dei Sei Giorni, tutta la città venne conquistata dall’Esercito israeliano. Alla fine, si riuscì a raggiungere un accordo tra Israele e la Giordania per cui la Spianata delle Moschee fa parte dello Stato Ebraico ma è gestita da un’associazione islamica giordana.
Nonostante ciò, la zona è stata spesso teatro di tensione. La Seconda Intifada (termine arabo per ‘sollevazione’) del 2000, ad esempio, scoppiò proprio a causa della visita dell’allora Primo Ministro israeliano Ariel Sharon alla Spianata: ovviamente si trattò solo della scintilla che fece esplodere una polveriera già traboccante di tensioni.
Tutt’oggi, la situazione resta estremamente tesa e, in diverse occasioni, si sono avuti scontri tra polizia (o militari) israeliani e popolazione palestinese.
Allo stato attuale, l’accesso alla Spianata delle Moschee è controllato dalle truppe israeliane. Nonostante ciò, lo scorso 14 luglio, tre uomini armati, uscendo dalla Spianata delle Moschee hanno aperto il fuoco contro dei militari israeliani, uccidendone due e ferendone uno, prima di essere a loro volta abbattuti.

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