Gentiloni riferisce sulla Brexit: ecco cosa dirà al Consiglio europeo

28 aprile 2017 ore 11:02, Americo Mascarucci
Il Presidente del Consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni è intervenuto ieri alla Camera per rendere comunicazioni in vista della riunione del Consiglio europeo straordinario del 29 aprile 2017, quello chiamato ad adottare gli orientamenti per i negoziati sulla Brexit. Il Premier ha spiegato punto per punto come l'Italia intende muoversi per favorire la riuscita del negoziato fra Europa e Gran Bretagna e per tutelare i rapporti in essere fra Italia e Regno unito da qui al prossimo futuro.
Gentiloni riferisce sulla Brexit: ecco cosa dirà al Consiglio europeo

NESSUNA ROTTURA CON LONDRA -  - Gentiloni ha spiegato: "Noi abbiamo il dovere e il diritto di pretendere per i nostri concittadini tutele e diritti amministrativi certi, immediatamente applicabili e non discriminatori e basati sul principio di reciprocità con britannici residenti in Italia. Ci muoviamo - ha aggiunto ancora Gentiloni - all'interno dei negoziati su Brexit con alcuni principi ispiratori: noi siamo e restiamo amici e alleati del Regno Unito e quindi non confondiamo le dinamiche che si sono aperte con la Brexit con un punto che deve essere fuori discussione: sarebbe un errore trascurare e rinnegare la radicata e antica amicizia geopolitica con Londra".
Insomma amici più di prima indipendentemente dallo stato dei rapporti che si andranno a creasre fra Gb e Ue.

PRIMA I CITTADINI - Per Gentiloni i negoziati sulla Brexit non dovranno penalizzare in nessun modo i cittadini europei che restano i soggetti da tutelare aventi a tutto. "Siamo interessati - ha affermato il Premier - al fatto che tra le priorità del negoziato, già nella prima fase, ci sia il destino dei cittadini dei diversi Paesi europei che risiedono nel regno Unito il 15% dei quali sono italiani. La maggioranza dei cittadini europei - ha detto ancora - è una maggioranza che ancora si schiera per una società aperta, ritiene che il patriottismo non debba essere confuso con una sorta di nazionalismo ostile nei confronti dei propri vicini, ritiene che attraverso dialogo, scambi commerciali, il confronto culturale, ci sia la possibilità di costruire il progresso e il benessere dell'Europa. E questa è una verità emersa in questi mesi e che mi auguro continui ad emergere nei prossimi mesi".

FUTURO DELLA UE - Nel rimarcare come l'interesse dell'Italia sia quello di restare nella Ue, il primo ministro italiano non manca però di chiedere un cambio di rotta dell'Europa. "Oggi - ha detto - servono politiche di sostegno alla ripresa a livello Ue. Serve proseguire su politiche di stimolo, che prenda il verso giusto sulla discussione sui criteri di aggiustamento strutturale. Si tiene conto dei criteri della realtà dei livelli di crescita oppure si fa una discussione basata solo su alcuni numeri? Non è una richiesta dell'Italia, ma riguarda la maggioranza dei Paesi dal punto di vista del Pil europeo. Servono posizioni più avanzate". 

IMMIGRAZIONE - Gentiloni è tornato poi a spingere l'acceleratore sul tasto della lotta alla rigidità considerata la causa principale delle difficoltà che hanno incontrato fino ad oggi gli stati europei e sulla necessità di dare sostegno alle politiche sull'immigrazione.  "Noi non accettiamo l'idea di un'Europa a due rigidità, molto rigida sulle dinamiche di applicazioni dei patti fiscali e molto flessibile quando si devono applicare le decisioni sulla ricollocazione dei rifugiati e dei richiedenti asilo - spiega Gentiloni - Questo per noi non è accettabile e tutto quello che è stato fatto in questi due anni sulle politiche migratorie dell'Unione Europea è stato fatto a trazione italiana. Ci sono dei passi avanti ma la lentezza di questi passi avanti va superata".  

MILANO CAPITALE DEI FARMACI - Gentiloni infine in risposta alla risoluzione presentata dai deputati Rosato, Lupi, Monchiero, Dellai, Pisicchio, Alfreider, Buttiglione, Bueno e Locatelli n. 6-00312, si è pronunciato circa la possibilità che Milano possa ospitare la sede dell'agenzia del farmaco europea.
I Parlamentari hanno impegnato il Governo "a sostenere con determinazione, per quanto riguarda le conseguenze della Brexit circa il trasferimento e la ricollocazione di alcuni organismi e Agenzie dell'Unione europea, la candidatura di Milano per ospitare l'EMA (Agenzia europea per i medicinali), coinvolgendo le principali amministrazioni interessate del nostro Paese al fine di consolidare i requisiti della candidatura italiana.
"Ritengo che Milano abbia ottime chances per le sue caratteristiche di ospitare la sede - ha detto Gentiloni - sappiamo che ci sono una ventina di paesi candidati, ce la possiamo giocare, abbiamo le carte in regola. Ho dato l'incarico al professore Moavero Milanesi, d'intesa con il sindaco Sala e il presidente Maroni, di seguire questo dossier".

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