Omicidio Alatri, chi sono i 2 fermati per il pestaggio di Emanuele

28 marzo 2017 ore 9:59, Americo Mascarucci
Ci sarebbero due fermati, gravemente sospettati del brutale pestaggio ai danni di Emanuele Morganti, il 20enne di Tecchiena di Alatri morto dopo due giorni di agonia per le botte ricevute all'esterno del Circolo Arci Mirò Music Club. I fermi sarebbero stati eseguiti nel corso della notte, a carico di due fratelli di Alatri, Mario Castagnacci e Paolo Palmisani fermati entrambi a Roma, dove pare si nascondessero dall'indomani dell'aggressione ai danni del povero Emanuele. 
Il ragazzo è morto a causa dei colpi violentissimi che gli avrebbero devastato la testa e il volto, provocandogli fratture craniche e cervicali. 
Pare che i due fossero scappati anche per paura di subire possibili ritorsioni da parte degli amici di Emenuele. 
Omicidio Alatri, chi sono i 2 fermati per il pestaggio di Emanuele

SVOLTA NELLE INDAGINI
Sarebbero in totale nove gli indagati per l’omicidio: fra questi sei sarebbero ragazzi del posto mentre tre sarebbero albanesi. Decisive per la svolta delle indagini sarebbero state le videocamere di sorveglianza poste all'uscita del locale che starebbero permettendo agli inquirenti di ricostruire l'esatta dinamica dei fatti individuando anche i presunti autori del pestaggio.
Drammatico poi il racconto della fidanzata del 20enne.
"Me l'hanno strappato dalle mani e mi hanno scansato via. Non riesco a credere che fossero così feroci - ha raccontato  - sembravano delle bestie. Quando ci hanno sbattuto fuori dal Mirò club e quelli hanno incominciato a picchiare, io ho cercato di tirarlo via, ma quelli erano troppo forti".
A scatenare la lite un albanese ubriaco che avrebbe infastidito proprio la ragazza insieme ad un italiano. Non si sa bene cosa i due abbiano detto ad Emanuele per provocare il litigio. Sta di fatto che dalle parole si è purtroppo passati alle mani e la lite si è tramutata in tragedia.
Il  branco si è scatenato contro il 20enne massacrandolo di botte e assestandogli pare il colpo di grazia con una spranga.
Per 48 ore la vita di Emanuele è rimasta appesa a un filo nel reparto di terapia intensiva del Policlinico Umberto I di Roma, poi il decesso. I medici lo avevano anche sottoposto a un intervento chirurgico purtroppo inutile. 
I due fermati ora saranno interrogati. Naturalmente si sta ancora nell'ambito delle ipotesi investigative, quindi si sta parlando di sospettati. Le responsabilità ovviamente sono tutte da accertare. 

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