Polemiche su nuovo codice antimafia: anche stalker e corrotti nella legge

28 settembre 2017 ore 10:34, intelligo
E’ ormai legge il nuovo codice antimafia che ieri ha incassato il via libera definitivo alla Camera. Con 259 voti a favore, 107 contrari e 28 astenuti passa una norma che già fa discutere. Infatti non poche sono state le polemiche sul passo della legge che equipara corrotti e stalker a mafiosi. Già da ieri i mal di pancia dei deputati si sono manifestati in maniera chiara e decisa. Il forzista Renato Brunetta grida all’abominio sottolineando che “con la pessima riforma del codice antimafia siamo al panpenalismo”. Anche in area dem, soprattutto nell’ala renziana, ci sono molti scetticismi. Matteo Orfini auspica un correttivo del Governo. Polemiche anche in casa M5S: l’opinione dei pentastellati è decisamente contraria e secondo alcuni parlamentari il testo è un vero e proprio compromesso al ribasso. Da parte del guardasigilli Andrea Orlando, invece, compiacimento per il lavoro svolto e ribadisce in un tweet  “Da oggi ci sono più strumenti per combattere la mafia, più trasparenza nella gestione dei beni confiscati più garanzie per chi è sottoposto a misure di prevenzione. Una buona notizia per la lotta alla criminalità organizzata e per lo stato di diritto”. 
Polemiche su nuovo codice antimafia: anche stalker e corrotti nella legge
Ma quali sono le norme più importanti del codice? 

IL TESTO: 
MISURE PER CORROTTI: La riforma inserisce anche chi commette reati contro la pubblica amministrazione, come peculato, corruzione (ma solo nel caso di reato associativo) - anche in atti giudiziari - e concussione.
SEQUESTRO E CONFISCA: Ci sarà una trattazione prioritaria facendo si che le misure siano più tempestive ed efficaci
CONTROLLO AZIENDE SE RISCHIANO INFILTRAZIONE: Le aziende saranno sottoposte a controlli più stringenti se c’è il concreto pericolo di infiltrazioni mafiose. 
NON CI SARANNO PIU’ INCARICHI A PARENTI: L’amministratore giudiziario dei beni confiscati non potrà più essere un parente né un convivente o commensale abituale del magistrato che lo conferisce, così recita testualmente la norma: la cosiddetta norma Saguto.
AZIENDE SEQUESTRATE: Aiuto alle imprese sequestrate: 10 milione di euro l’anno per proseguire l’attività e la salvaguardia dei posti di lavoro. 
Insomma una vera rivoluzione che vedrà anche una riorganizzazione dell’agenzia nazionale per i beni confiscati alla mafia: 200 persone faranno parte della squadra e la struttura rimarrà sotto la sorveglianza del Ministero dell’Interno. 
   
di Francesco Aniballi
autore / intelligo
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