Fincantieri e Tim, Calenda sfodera la golden power: sapore di vendetta

03 agosto 2017 ore 11:48, Luca Lippi
Il ministro Carlo Calenda ieri ha minacciato la golden power per Tim. La faccenda Fincantieri si tinge di sfida contro la Francia di Macron. In poche parole Palazzo Chigi annuncia la volontà della linea dura. Dal comunicato pubblicato sul sito di palazzo Chigi si legge: La Presidenza del Consiglio dei ministri ha ricevuto una nota, datata 31 luglio, nella quale il Ministro dello Sviluppo economico ha sollecitato una pronta istruttoria da parte del gruppo di coordinamento all'interno della Presidenza del Consiglio di cui al Dpr 19 febbraio 2014, n. 35 e al Dpr 25 marzo 2014, n. 86, al fine di valutare la sussistenza di obblighi di notifica e, più in generale, l'applicazione del decreto-legge 15 marzo 2012, n. 21, in relazione al comunicato stampa del 27 luglio u.s. di Tim SpA”. Quindi il Governo ha avviato un’istruttoria per capire se sia possibile applicare la “golden power” su Telecom. Sempre da Palazzo Chigi e nel medesimo comunicato l’esecutivo ricorda che "erano state rese note, inter alia, alcune tematiche di corporate governance affrontate dal Consiglio di amministrazione di Tim e, in particolare, la presa d'atto dell'inizio dell'attività di direzione e coordinamento da parte di Vivendi Sa". Il ministro Calenda in conferenza stampa ha precisato che  “Non ha nulla a che fare con la questione Fincantieri”. “Facciamo quello che il governo deve fare, applichiamo con intransigenza regole che esistono. Abbiamo chiesto a palazzo Chigi di verificare se esistono obblighi di notifica" rispetto all'inizio dell'attività di direzione e coordinamento di Vivendi su Tim.
Fincantieri e Tim, Calenda sfodera la golden power: sapore di vendetta
In sostanza, la questione vista da fuori sembra essere riconducibile a un braccio di ferro tra Italia e Francia, per altri emerge la necessità di capire cosa vogliono fare i soci francesi delle società italiane, nel caso specifico si tratta di Vivendi su Telecom. La Golden Power minacciata da Calenda rientra proprio nell’esigenza di non fare cannibalizzare la Telecom senza che i movimenti finanziari siano svolti nelle regole e allo scoperto.
Tuttavia si parla da alcune parti di golden share mentre dal comunicato di Palazzo Chigi si parla di golden power.

DIFFERENZA TRA GOLDEN SHARE E GOLDEN POWER
La golden share è la quota di capitale azionario che riserva al possessore particolari diritti nelle assemblee della società (per es. il diritto di veto). lo strumento è nato nel 1994, all'inizio delle privatizzazioni delle aziende pubbliche. La golden power è l’estensione della golden share ma con specifiche prerogative nella disponibilità dello Stato. In sostanza il 9 maggio 2012 il Senato, ha approvato, con 246 sì e 20 astenuti, in via definitiva il decreto del governo che riformava la legge di 18 anni fa: per lo Stato si può parlare di 'gold power', cioè di poteri speciali da utilizzare sulle aziende che operano in settori strategici (Difesa, Energia, Comunicazioni, Infrastrutture), indipendentemente dall'assetto societario dell'impresa in questione.

PERCHÉ SI METTE IN CAMPO LA GOLDEN POWER
Il presidente Pd Matteo Orfini ha chiesto al governo di quali iniziative avesse preso o volesse intraprendere per evitare eventuali minacce di grave pregiudizio per gli interessi pubblici relativi alla sicurezza e al funzionamento delle reti e degli impianti e alla continuità degli approvvigionamenti”, citando una parte del testo dell’articolo 2 della norma sul golden power. Di fatto sollecitando il Mise a mettere in azione la golden power.
La legge, ridisegna i poteri speciali dello Stato in caso di difesa da scalate ostili nei settori della difesa e della sicurezza nazionale e in quelli "di rilevanza strategica" come l'energia, i trasporti e le comunicazioni. Nel passaggio a Montecitorio del decreto legge il veto fu esteso anche ai servizi pubblici essenziali. Inoltre, e fu la novità fondamentale, la nuova golden share non è più legata alla partecipazione diretta di capitale pubblico nell'azionariato ma ai settori di attività delle società.
Nell'articolo 2 del provvedimento denominatoPoteri speciali inerenti agli attivi strategici nei settori dell'energia, dei trasporti e delle comunicazioni” si dispone che "qualsiasi delibera, atto o operazione, adottata da una società che detiene uno o più degli attivi individuati, che abbia per effetto modifiche della titolarità, del controllo o della disponibilità degli attivi medesimi o il cambiamento della loro destinazione” debba essere “entro dieci giorni, e comunque prima che ne sia data attuazione”, notificata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri dalla società stessa. La norma recita: “Sono notificati nei medesimi termini le delibere dell'assemblea o degli organi di amministrazione concernenti il trasferimento di società controllate che detengono i predetti attivi".

IN QUESTO CONTESTO QUAL È LA POSIZIONE DI VIVENDI
La dichiarazione di Direzione e Coordinamento di Vivendi SA è un atto societario da cui non deriverebbe una modifica della titolarità del controllo o della disponibilità di asset in quanto nessun trasferimento degli stessi è stato trasferito rimanendo nella piena disponibilità di Telecom Italia. Pertanto non si paleserebbe l'obbligo di procedere alla notifica alla Presidenza del Consiglio. Quanto al secondo tema, quello dell'esercizio della golden power non si verifcherebbe alcuna situazione "eccezionale" e alcun grave pregiudizio alla sicurezza ed al funzionamento delle reti, condizioni previste dalla normativa per applicare le prerogative di veto derivanti dalla disciplina della golden power.

LE SOLLECITAZIONI DELLA POLITICA
Pier Luigi Bersani ha commentato: “Il governo usi tutti gli strumenti che ha: non è questione di ritorsioni, non c'entra niente con Fincantieri, ma con le normali regole del gioco. Si ha il diritto di conoscere cosa diavolo Vivendi intende fare di questa azienda. Io non ho capito cosa Vivendi voglia fare di Telecom: se ci dice pacatamente che ha controllo e coordinamento dell'azienda, ci dice una cosa piuttosto seria, il governo fa bene a guardarci perché siamo di fronte a un'impresa strategica, quella che nettamente investe di più in Italia e abbiamo il diritto di sapere chi detiene il controllo cosa voglia fare".
Dalla nota dei parlamentari del Movimento 5 Stelle: "Il governo Gentiloni è protagonista di una vera sceneggiata di quart'ordine, oggi si sveglia e decide di attivare la golden power su Tim, è una decisione tardiva presa solamente per far finta di mostrare i muscoli alla Francia  Il governo non può svegliarsi ora per una timida ripicca: Vivendi ha la maggioranza delle azioni dal 2014. La verità è che dopo aver smontato il patrimonio infrastrutturale del Paese questi partiti cercano di salvare la faccia. Purtroppo solo solamente azioni dimostrative del tutto inutili”.
Stefano Fassina di Sinistra Italiana ha dichiarato: Nessuna ritorsione, nessuna discriminazione in base alla nazionalità, ma sulla rete di Telecom in mano a Vivendi chiediamo al governo di aprire la strada per riportare sotto il controllo dello Stato, tramite Cdp, un asset decisivo sul piano tecnologico e della sicurezza nazionale".

#Vivendi #Telecom # Tim #GoldelShare #GoldenPower #Calenda

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...