Accordo Italia-Libia sui migranti, cosa cambia davvero

03 febbraio 2017 ore 15:54, Andrea De Angelis
L'accordo siglato tra #Italia e #Libia per quanto riguarda i #migranti è sicuramente una pagina importante per quanto riguarda la questione #immigrazione. Importante non solo per i due Paesi, ma anche evidentemente per l'Unione Europea. Detto questo, occorre capire cosa cambia davvero. Di promesse, buone intenzioni, propositi da applausi se ne sono visti tanti. Negli ultimi mesi come più in generale nella storia contemporanea. I fatti sono un'altra cosa. Diviso in 8 articoli preceduti da un preambolo, il testo, pubblicato sul sito della Presidenza del Consiglio, parte dalla consapevolezza della "sensibilità dell'attuale fase di transizione in Libia" e "necessità di continuare a sostenere gli sforzi miranti alla riconciliazione nazionale", del "forte legame di amicizia fra i due popoli" come "base per affrontare i problemi derivanti dai continui elevati flussi di migranti clandestini", nel quadro del Trattato di Amicizia, Partenariato e Cooperazione italo-libico firmato, ai tempi di Muammar Gheddafi, nel 2008. Nel preambolo si fa riferimento alla "predisposizione di campi di accoglienza in Libia, sotto l'esclusivo controllo del Ministero dell'Interno" in attesa di rimpatriare i migranti nei Paesi d'origine "lavorando al tempo stesso affinché questi Paesi accettino i propri cittadini".

Accordo Italia-Libia sui migranti, cosa cambia davvero
I punti
Come riportato puntualmente dall'Ansa, le due parti s'impegnano a sostenere "le istituzioni di sicurezza e militari, in sintonia con il Trattato". L'Italia fornisce "sostegno e finanziamento a programmi di crescita nelle regioni colpite in vari settori economici e infrastrutturali". E s'impegna a fornire "supporto tecnico e tecnologico agli organismi libici incaricati della lotta all'immigrazione clandestina e che sono rappresentati dalla guardia di frontiera e dalla guardia costiera" libici. Nell'articolo 2 l'impegno delle parti prevede il "completamento del sistema di controllo dei confini terrestri del sud della Libia, secondo quanto previsto dall'art. 19 del Trattato" del 2008. Si fa quindi riferimento allo "adeguamento e finanziamento dei centri di accoglienza già attivi (...) usufruendo di finanziamenti disponibili da parte italiana e (...) dell'Unione Europea". La parte italiana contribuisce anche con la fornitura di medicinali e attrezzature mediche per i centri sanitari di accoglienza. Si menziona inoltre l'impegno alla "formazione del personale libico" nei centri.
Infine, entro tre mesi da oggi, l'impegno a creare una "visione di cooperazione euro-africana più completa e ampia, per eliminare le cause dell'immigrazione clandestina, al fine di sostenere i Paesi d'origine". Le due parti formeranno infine un "comitato misto" per verificare i risultati

Le reazioni
"L'accordo con la Libia apre un capitolo nuovo", l'Italia "ha fatto la sua parte, ora ci aspettiamo risorse e impegno da parte dell'Unione europea". Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni arrivando a La Valletta per il vertice informale europeo sull'immigrazione. "L'Unione europea accoglie con favore ed è pronta a sostenere lo sviluppo dell'accordo firmato tra Italia e Libia il 2 Febbraio" dalle autorità italiane e il premier libico al-Serraj. Lo si legge nella dichiarazione congiunta stilata dai leader europei durante il summit dedicato appunto all'immigrazione, come sottolineato da TgCom24. L'Ue è determinata ad agire in materia di immigrazione "nel pieno rispetto dei diritti umani, delle leggi internazioni e dei valori europei".

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