Alitalia: i costi del commissariamento (politici ed economici)

03 maggio 2017 ore 10:46, Luca Lippi
In Alitalia arrivano i commissari. Entra in funzione la macchina per tentare il salvataggio della compagnia di bandiera. E' utile ricordare che in questa fase (come dice la nota ufficiale di Alitalia) “i voli e le operazioni non subiranno alcuna modifica e continueranno secondo la programmazione prevista”. la decisione è stata presa nel consiglio di amministrazione tenutosi ieri, l'argomento è stato ovviamente quello di prendere tempo allo scopo di esaminare nel dettaglio l'opportunità di accompagnare al fallimento Alitalia oppure programmare una strategia di rilancio, per questo è stato necessario sottoporre l'azienda alla procedura di amministrazione straordinaria come disposto dalla legge Marzano.
L’ assemblea degli azionisti di Alitalia, ha preso atto con grande rammarico dell’esito del referendum tra i propri dipendenti, che ha di fatto precluso l’attuazione del rilancio e della ristrutturazione della società”, prosegue la nota della compagnia in cui si evidenzia che “i soci italiani ed Etihad, convinti del potenziale di crescita dell’azienda, si erano resi disponibili a finanziare il piano industriale per 2 miliardi di euro, attraverso forti investimenti e una riduzione dei costi strutturali che, per due terzi, non erano relativi al costo del personale”.
Alitalia: i costi del commissariamento (politici ed economici)
I soci hanno fatto mettere a verbale durante l'assemblea la loro disponibilità a ripatrimonializzare Alitalia qualora i dipendenti avessero accettato l'accordo raggiunto con le organizzazioni sindacali. purtroppo l'accordo è stato respinto dai dipendenti col referendum interno dei giorni scorsi. preso atto della decisione dei diretti nteressati l'unica procedura da seguire è quella che prende avvio col commissariamento.
Ora la partita è nelle mani del governo, il ministero dello Sviluppo economico ha già provveduto a nominare i commissari che prenderanno il timone della compagnia per mettere a punto un nuovo piano industriale. I nomi sono quelli di Luigi Gubitosi, attuale presidente,Enrico Laghi, ex commissario dell’Ilva e Stefano Paleari.
Il futuro è tutto da scrivere con il fattore tempo destinato a fare da ago della bilancia. 
Dalla nomina i commissari avranno 180 giorni per presentare un piano di risanamento della compagnia. 6 mesi in cui Alitalia avrà bisogno di una boccata d’ossigeno per continuare a far volare i suoi aerei. Liquidità fresca che dovrà essere ancora una volta il governo a mettere sul piatto con il via libera di Bruxelles che ha già dato la benedizione, seppur informale, a un prestito ponte di circa 600 milioni, purché venga concesso “a condizioni di mercato”.
Dopo la chiusura senza ripensamenti alla possibilità di nazionalizzare Alitalia, le ipotesi sono almeno tre: 
-il rilancio della compagnia mediante nuovo accordo con i sindacati, che già si sono pentiti di avere lasciato ai dipendenti la possibilità di decidere del loro futuro, nonostante le lunghe trattative per salvare 'capra e cavoli'  
-la ricerca di un compratore disposto (anche in cordata) ad accollarsi la gestione della compagnia in crisi e risanarla con eventuali sinergie ed economie di scala, una ipotesi che appare certamente improbabile dato che i papabili (Lufthansa in primis) si sono già defilati 
-la suddivisione del gruppo in più parti che singolarmente avrebbero un valore e potrebbero far gola ad altri player del mercato.
Su tutto, pesa anche l'incognita politica; Matteo Renzi, che da domenica sera è di nuovo il Segretario del Pd, che ha già fatto sapere come la pensa, citando il modello Meridiana.
Nel frattempo, ai piloti di Alitalia sarà chiesto lo sforzo di far volare la compagnia in condizioni estreme. di fronte alla compagnia di bandiera si profila un orizzonete (al momento) fatto di mare aperto e senza orizzonte.
L'unica certezza è che i dipendenti (12500) dovranno subire tagli pesanti e le ripercussioni di una liquidazione. Oltretutto sono lasciati al loro destino, soli dopo che per il 77%(8 su 10) degli italiani, Alitalia deve fallire (sondaggio condotto da Index Research).
Ora comincia la giostra della politica che userà Alitalia per fare campagna elettorale, il tutto senza riparala da ulteriori costi a carico della collettività, Renzi dice di essere pronto a presentare una soluzione in 15 giorni.
A Porta a Porta durante la campagna per le primarie del pd Renzi disse: "Non bisogna buttare via soldi pubblici, ma c'è la possibilità di chiudere un accordo in modo differente, ne sono convinto: l'operazione Meridiana, che abbiamo seguito noi, sembrava impossibile, non è stato facile, ma ora Qatar ha risolto la questione e la compagnia ha una prospettiva". 
In verità, il caso di Meridiana è lontanissimo da quello di Alitalia, Meridiana era una compagnia regionale a vocazione turistica, che oltretutto è passata da un arabo all'altro con perdite di posti di lavoro e quattrini (privati, a parte la Cassa integrazione) a palate.
Secondo i tempi dell'ex presidente del consiglio, da qui a metà maggio, la scadenza promessa da Renzi (è solo per dare un'idea dei costi) Alitalia perderà altri 30 milioni di euro. Un 5% del prestito da 600 milioni che è stato accordato (vedremo in che misura anche dallo Stato, se unicamente come azionista attraverso Poste o anche per altre strade) per darle modo di non dover cessare immediatamente l'operatività. 
Trenta milioni per dar modo a chiunque voglia mettere bocca sulla vicenda per farsi pubblicità, per fare pressioni su Gentiloni. Trenta milioni in quindici giorni, tre quarti di tutti i soldi che le Regioni e gli enti locali trasferiscono a tutte le "low-cost" per incentivarle a servire determinati aeroporti, e di cui gli ultimi vertici dell'Alitalia autonoma,quella ante-commissariamento, hanno avuto il coraggio barbaro di lamentarsi. 
Il decollo di Alitalia è il decollo dell'Italia, speriamo!

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autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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