Librandi (CI) propone il reddito di condivisione anti-povertà: ecco il welfare anti-grillino [VIDEO]

03 maggio 2017 ore 16:42, Americo Mascarucci
Nuova solidarietà privata, centralità dei cittadini e delle imprese che contribuiscono liberamente e Stato che interviene per differenza con sgravi fiscali. Questo è il reddito di condivisione in risposta al reddito di cittadinanza dei grillini. Conferenza stampa alla Camera con Gianfranco Librandi del gruppo Civici e Innovatori, componente della Commissione Bilancio di Montecitorio e promotore del progetto, insieme al giornalista Piercamillo Falasca. Ecco in stralcio la sua proposta.

COME NASCE L'INIZIATIVA - "Il Governo – ha spiegato Librandi – sta facendo la sua parte. Proprio pochi giorni fa è stato sottoscritto insieme ad Alleanza contro la Povertà a cui aderiscono ben 39 associazioni che operano nel sociale, un memorandum per l’attuazione della legge delega per il contrasto alla povertà la cui recente approvazione costituisce un risultato di grande importanza per il nostro Paese che per la prima volta si dota di uno strumento strutturale per il contrasto alla povertà. Un passo avanti rilevante, addirittura un passo storico per qualcuno, che vede il mondo associativo assumere un competente ruolo di riferimento per l’elaborazione di proposte concrete e fattibili. Ma la drammaticità del fenomeno povertà in Italia richiede uno sforzo ancora più incisivo che veda coinvolto l’intero Paese". 
Librandi (CI) propone il reddito di condivisione anti-povertà: ecco il welfare anti-grillino [VIDEO]

IL REDDITO DI CONDIVISIONE - Librandi è passato ad illustrare il reddito di condivisione, non senza aver prima evidenziato le difficoltà di applicazione legate alla proposta del reddito minimo garantito del Movimento 5Stelle. Proposta, quella dei grillini, di difficile attuazione per gli alti costi a carico dello Stato, che dovrebbe sborsare fra i 18 e i 20 miliardi. "Dobbiamo riconoscere che in questo momento una simile cifra non è alla portata del bilancio italiano e le persone che aiuterebbe sarebbero una minima parte rispetto a quelle che vivono sotto la soglia di povertà che sono circa 4,6 milioni di italiani" denuncia Librandi.
"E’ allora necessario creare nuovi strumenti – prosegue il parlamentare di Civici e Innovatori – che possano favorire il contrasto alla povertà diffondendo dal basso la cultura della solidarietà e della responsabilità sociale, che permettano anche al mondo delle imprese, così come ai singoli cittadini, di partecipare e dare il loro contributo, grande o piccolo che sia, alla lotta all’indigenza".

COME FUNZIONA - Librandi spiega in dettaglio il meccanismo di attuazione del progetto: "Ogni comune istituisce un fondo per il reddito di condivisione da alimentare con i versamenti volontari di persone fisiche e giuridiche che all’atto della donazione possono indicare il Comune al cui fondo vogliono partecipare; in cambio queste persone riceveranno una detrazione sul reddito, pari ad una certa percentuale del contributo versato. I Comuni predisporranno poi una graduatoria dei singoli cittadini e delle famiglie che percepiscono un reddito inferiore ai sei decimi del reddito mediano equivalente famigliare calcolato secondo  l’indicatore ufficiale di povertà dell’Unione Europea, e che come si dice abitualmente non riescono ad arrivare a fine mese. I Comuni- prosegue Librandi- in base alle disponibilità del Fondo per il reddito di condivisione, erogheranno un importo o un’integrazione almeno fino ai già citati sei decimi del reddito minimo equivalente. Chi ha di più perchè è stato più bravo o magari solo più fortunato, darà così una mano a chi fa più fatica. E’ tempo di riscoprire il valore della solidarietà e della coesione".
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Librandi ha tenuto a specificare come la sua proposta non sia affatto pura utopia: "Gli italiani - aggiunge - sono molto meglio di quanto possa apparire: nel 2015 le donazioni sono ammontate a 4,5 miliardi, in crescita rispetto all'anno precedente, con una media pro capite superiore a quella della Germania. Molti italiani hanno compreso e fatto proprio il principio che in un Paese con troppe sacche di povertà, la solidarietà diventa un fattore imprescindibile ed un bene necessario. Una fiscalità di vantaggio - conclude - non può che incrementare la propensione alle donazioni soprattutto delle aziende che potrebbero fare molto di più visto che solo il 2,5% delle società di capitali si è avvalso delle detrazioni e deduzioni per erogazioni libere a favore di onlus". 

Il video:  




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