Incubo Mediterraneo, nel 2100 livello record: 33 aree a rischio in Italia

03 marzo 2017 ore 21:05, Andrea Barcariol
Venezia sommersa dall’acqua entro il 2100, per quella data Italia ci saranno altre 32 aree a rischio. La causa è l'innalzamento del livello del mar Adriatico di 140 centimetri. Sono queste le terribili previsioni di un nuovo studio sulle conseguenze dei cambiamenti climatici per l'Italia e per le coste del Mediterraneo.  Se negli ultimi mille anni il Mediterraneo si è innalzato solo di 30 centimetri nei prossimi cento anni si stima una crescita tre volte superiore. Un’accelerazione imputabile ai cambiamenti climatici. Tra le città in pericolo: Trieste, Ravenna, Fiumicino, le Piane Pontina e di Fondi, del Sele e del Volturno, di Catania e quelle di Cagliari e Oristano. Gli studiosi hanno esaminato 13 siti archeologici sulle coste di Italia, Spagna, Francia, Grecia e Israele, dove venivano estratte le mole olearie, cioè grosse pietre utilizzate per la macinazione delle olive. L’aumento più elevato è stato riscontrato vicino ad Atene, mentre il più basso è stato misurato nell’isola spagnola di Maiorca, mentre per quanto riguarda l'Italia sono le zone di Salerno, Otranto, Lecce e Brindisi ad aver registrato un maggior innalzamento del livello del mare negli ultimi anni.

Incubo Mediterraneo, nel 2100 livello record: 33 aree a rischio in Italia
“In mille anni il Mediterraneo è aumentato da un minimo di 6 a un massimo di 33 cm, un livello inferiore del 65 per cento rispetto alle più recenti proiezioni dell’IPCC, secondo le quali l’innalzamento del mare a livello mondiale è stimato tra i 60 e i 95 cm entro il 2100. Si tratta di un’evidente accelerazione, dovuta principalmente al cambiamento climatico causato dall’aumento della concentrazione di CO2 in atmosfera, che negli ultimi quattro anni ha superato in modo stabile il valore di 400 ppm, un livello mai toccato sulla Terra negli ultimi 23 milioni di anni” - ha spiegato Fabrizio Antonioli del Laboratorio Modellistica Climatica e Impatti dell’ENEA. 

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