Centrodestra unito, per Salvini "non basta il Viminale": cresce fronda in Fi

30 giugno 2017 ore 9:31, Americo Mascarucci
Se le elezioni amministrative dovevano rappresentare la prova generale della riunificazione fra Forza Italia e Lega in un nuovo centrodestra, almeno per il momento la speranza sembra lontana dal trovare concretezza. Perché Tanto Silvio Berlusconi e Matteo Salvini restano fermi sulle loro posizioni: convinto proporzionalista il primo, per il maggioritario il secondo: e se il leader di Forza Italia esclude accordi con Matteo Renzi oggi e nel futuro, quello del Carroccio non si fida affatto. Insomma, le distanze restano e per ora non sembra proprio che sia facile appianarle.
Centrodestra unito, per Salvini 'non basta il Viminale': cresce fronda in Fi

LEGGE ELETTORALE - Salvini si è detto pronto a votare una legge elettorale maggioritaria ma Berlusconi lo ha gelato così: "Se si va al maggioritario si deve fare la lista unica ma c’e’ chi dice che non la vuole. A meno che non ci sia un premio alla coalizione ma tutto cio’ è escluso dal Pd". Peccato che Salvini di lista unica non ne voglia proprio sentir parlare. 
Il leader del Carroccio rilancia: "Per noi va benissimo il Mattarellum, il Rosatellum. Siamo disposti a votare in una settimana una legge chiara che la domenica sera dice chi ha vinto e chi ha perso". Insomma non proprio una divergenza da poco. 
Berlusconi tuttavia appare accerchiato perché anche dentro Forza Italia sta prendendo sempre più piede il sostegno al maggioritario: naturalmente in prima fila ci sono i forzisti filo-leghisti come Giovanni Toto e Daniela Santanché che sanno perfettamente come soltanto con una legge maggioritaria sia possibile riunire il centrodestra: e in fondo anche fra i forzisti non sono pochi quelli che non si fidano di Berlusconi e delle sue rassicurazioni sull'esclusione di futuri patti con Renzi. Fra gli azzurri c'è chi teme che il proporzionale sia proprio il modello ideale a favorire la resurrezione del Patto del Nazareno. 
Il capogruppo azzurro alla Camera Renato Brunetta tenta la mediazione rilanciando il modello tedesco su cui anche la Lega si era detta favorevole. Ma quel sistema non piaceva e non piace al Pd renziano che è stato alla fine ben lieto di lasciarlo morire delegando ai 5Stelle il ruolo dei killer: quindi sarebbe come tentare di resuscitare un morto.

LA CONVENTION - Salvini intanto, mentre da un lato non manca di strizzare l'occhio al Movimento 5Stelle in parte ricambiato da Di Maio e company continua a puntare alla leadership del centrodestra lanciando l'idea di una convention del centrodestra da tenersi entro luglio: una convention aperta a quanti si riconoscono nel modello di centrodestra uscito vincente dai ballottaggi: una mossa che sembra fatta apoposta per far uscire allo scoperto i forzisti anti-proporzionale. Una cobnvention dove secondo Salvini si dovrà parlare di programmi.
Ma Berlusconi non è disposto a lasciargli la leadership della coalizione dicendosi pronto al massimo ad offrirgli il Viminale. Salvini ministro degli Interni? "No grazie" replica il diretto interessato."Berlusconi ha detto che mi farebbe Ministro dell’Interno? Probabile – osserva ironico – volesse farmi un complimento dicendomi che sarei meglio di Alfano, ma chiunque sarebbe meglio di lui. Insomma, non e’ un gran complimento…”. O premier o niente dunque, indipendententemente da quella forza numerica che Berlusconi rivendica per mantenere la leadership nel campo moderato. 
Insomma, non proprio piccoli dettagli quelli che separano "Re Silvio" dal ribelle Matteo.

#centrodestra #berlusconi #salvini

 


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