Direzione Pd: sistema tedesco, ''pacificazione'', ''instabilità'' e altre parole chiave

30 maggio 2017 ore 21:50, Stefano Ursi
E' iniziata alle 18.00 ed è ancora in corso la direzione del Partito Democratico. Temi dominanti la proposta di nuova legge elettorale e la presentazione della nuova Segreteria Nazionale. La direzione si è aperta con l'intervento del segretario Matteo Renzi: ''Inizia un cammino, nel solco di una tradizione'', ha detto, definendolo ''una strada nuova, difficile, che sicuramente ci porterà nei prossimi 4 anni a lavorare insieme a sfide diverse''. Renzi si sofferma poi, dopo aver toccato il tema del futuro del Partito Democratico, sul tema più scottante e discusso, ovvero le elezioni e la legge elettorale: ''Quando si vota? Non è un problema da discutere adesso – dice – la domanda giusta è 'quando si vota la legge elettorale?', e io rispondo entro la prima settimana di luglio''.

Direzione Pd: sistema tedesco, ''pacificazione'', ''instabilità'' e altre parole chiave
Relativamente al gradimento o meno alla proposta in essere e su cui chiede il consenso dice: ''Sono contento della nuova legge? 'No, non è la mia legge, però registro una significativa convergenza tra FI, M5s, la Sinistra di Fratoianni e anche la Lega sul sistema tedesco e i suoi elementi inamovibili, la soglia del 5 per cento e il nome scritto sulla scheda. Quindi la vogliamo perchè accettiamo una sorta di pacificazione istituzionale con il 90 per cento dei partiti italiani, nessun inciucio con Berlusconi''. Poi un ringraziamento a Gentiloni per il lavoro che sta svolgendo e la conferma del sostegno al Governo. In chiusura spiega che questo ''non è l'accordo istituzionale che io avrei fatto, ma accettiamolo perchè penso che a casa, nei circoli, nei nostri luoghi d'incontro c'è tanta gente per bene che ci affida il compito di risolvere i problemi, di prendere per mano il paese e portarlo nel futuro''. L'intervento di Andrea Orlando, uno degli avversari per la segreteria alle primarie, è in netta antitesi: ''Questo sistema non è il tedesco – ha spiegato il Ministro della Giustizia - è un proporzionale con uno sbarramento al 5%. Se ci poniamo il problema di cosa proponiamo ai nostri figli, dobbiamo anche chiederci se questo sistema garantirà più o meno stabilità. Io non credo che garantirà stabilità''.

Dice ancora Orlando: ''Sarà un nostro problema spiegare come un esito probabile di questa campagna elettorale, cioé la costruzione di un'alleanza con FI, sia compatibile con un disegno riformista del Paese. Può darsi che riusciremo a spiegare che con un risultato eccezionale noi eviteremo questo rischio. Faremo questo? Io lo farò, non so se sarà sufficiente''. Più sfumato l'intervento dell'altro sfidante alle primarie, Michele Emiliano: ''Non faremo parte della maggioranza che governerà il partito ma non ci sentiamo deresponsabilizzati e vorremmo vivere questa condizione con lo stesso spirito se avessimo vinto primarie''. ''Accogliamo l'invito – dice Emiliano – a vivere il partito con partecipazione e responsabilità. No a una sfiducia preventiva''. ''Nella parte in cui è possibile inserire le preferenze, inseriamole - dice - eliminiamo i capilista bloccati. Su questo noi saremo inamovibili''. E su un altro punto è ancora più netto: ''Il Pd non può scimmiottare le destre e non può neppure allearsi con le destre. Su questo il Pd deve prendere una decisione e lo deve fare attraverso un programma di governo''.

La direzione ha visto poi la nomina della nuova Segreteria Nazionale che vede dodici nomi: Matteo Richetti, Matteo Ricci, Lorenzo Guerini, Andrea Rossi, Tommaso Nannicini, Roberto Giachetti, Teresa Bellanova, Giusy Nicolini, Angela Marcianò, Benedetta Rizzo, Debora Serracchiani ed Elena Bonetti. I nomi sono tutti della cosiddetta maggioranza del partito ma Renzi ha assicurato che ci sono ancora delle caselle libere per esponenti della minoranza. In questi minuti sono ancora in corso altri interventi di esponenti del partito.

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autore / Stefano Ursi
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