Referendum Catalogna, vigilia di paura: seggi occupati, spari e feriti

30 settembre 2017 ore 14:41, Americo Mascarucci
Vigilia di alta tensione in Catalogna dove si voterà domani per la secessione. Il governo di Madrid per impedire quella che ritiene una consultazione illegale in quanto contraria ai principi della Costituzione spagnola del 1979 (per altro approvata anche dai catalani) ha deciso di seguire la linea dura inviando a Barcellona e dintorni oltre 10 mila agenti per blindare i seggi. E' stata inoltre disposta la chiusura dello spazio aereo su Barcellona a voli privati ed elicotteri fino a lunedì. Come riporta Repubblica, un gruppo di agenti della Guardia Civil, il corpo di gendarmeria spagnolo, sono entrate nel Centro delle Telecomunicazioni (Ctti) del governo catalano per impedire la raccolta e l'elaborazione dei dati sulla consultazione.
Referendum Catalogna, vigilia di paura: seggi occupati, spari e feriti

SEGGI OCCUPATI
Centinaia di persone hanno trascorso la notte negli immobili dove è previsto l'allestimento dei seggi elettorali, circa 160 istituti, soprattutto scuole. In questo modo gli indipendentisti sperano di impedire alle forze di polizia inviate da Madrid di chiudere i seggi e quindi impedire il voto dei catalani. Si temono scontri, dal momento che i poliziotti hanno comunque comunicato agli occupanti che dovranno lasciare i locali entro le sei di domenica, proprio per poter consentire agli agenti di procedere all'occupazione e al blocco dei seggi. Inutile dire che gli occupanti hanno annunciato che faranno resistenza ad oltranza. 

TENSIONE E FERITI
Momenti di tensione nella notte a Manlleu dove in uno dei seggi occupati dagli indipendentisti, quattro persone sono rimaste lievemente ferite dopo che un uomo ha sparato a salve. Tre dei feriti sono membri del Comitato locale di Difesa del referendum mentre non è stato ancora individuato l'autore degli spari. 

BLOCCO INTERNET
Madrid ha anche bloccato la possibilità di procedere con il voto elettronico chiudendo tutte le app collegate alla consultazione catalana. Si vuole impedire che in caso di chiusura dei seggi da parte della polizia, gli indipenentisti possano utilizzare internet per votare online. Insomma il governo Rajoy non vuole lasciare aperta alcuna valvola di sfogo ad un'iniziativa che è stata giudicata illegale oltre che dal Governo anche dall'Alta Corte e quindi posta in essere in violazione della Costituzione.  

C'E' CHI DICE NO
Ma in Catalogna non ci sono soltanto quelli che manifestano per l'indipendenza. In tanti sono scesi in piazza per sostenere le ragioni di Madrid e dire No ad un referendum anti-costituzionale. Del resto alle ultime elezioni gli indipendntisti hanno ottenuto la minoranza dei voti ma governano grazie alle stranezze del sistema elettorale e all'appoggio della sinistra estremista. Per dire no al referendum catalano, la Fondazione in Difesa della Nazione Spagnola (Denaes) ha riunito centinaia di manifestanti nella piazza centrale di Cibeles per protestare contro il presidente catalano Carles Puigdemont e il suo tentativo di forzare la mano rischiando di condurre la Spagna sull'orlo di una guerra civile. Anche a Barcellona centinaia di persone hanno manifestato di fronte alla sede della Generalitat. 

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