UniCredit, perdite per 11,8mld: pronto aumento di capitale e ristrutturazione

31 gennaio 2017 ore 13:14, Luca Lippi
Si avvicina l’#aumento di capitale di #UniCredit. Ieri è stato convocato il #Cda della banca per approvare i conti del 2016. I risultati del Gruppo, si legge in una nota, sono influenzati negativamente da poste non ricorrenti di cui circa 12,2 mld di euro che erano stati comunicati il 13 dicembre 2016 in occasione del Capital Markets Day di UniCredit , nel contesto della presentazione al mercato del Piano Strategico 2016-2019 ( "Transform 2019"). Il Gruppo ha preso in considerazione una serie di ulteriori svalutazioni una tantum pari a circa 1,0 mld, che si attende verranno contabilizzate nell'esercizio 2016. Tali poste una tantum derivano principalmente da una maggiore svalutazione della quota nel Fondo Atlante, di alcune partecipazioni e imposte differite attive dovute a differenze temporali e dai contributi straordinari al Fondo di Risoluzione Nazionale. Di conseguenza, nella stima dei risultati netti 2016 del Gruppo si prevede di registrare una #perdita di circa 11,8 mld di euro. Rettificato dalle poste non ricorrenti, il risultato economico netto del Gruppo 2016 sarebbe stato positivo.
Domani (mercoledì 1 febbraio) sarà probabilmente affrontato il tema della ricapitalizzazione, già messa in cantiere  nelle scorse settimane. Sarà una operazione imponente da 13 miliardi di euro, accompagnata da una vendita di non performing loan (npl) cioè di crediti deteriorati per 17 miliardi di euro. 

UniCredit, perdite per 11,8mld: pronto aumento di capitale e ristrutturazione

Preparazione dell’aumento di capitale
Per fare pulizia nei conti e prepararsi all’aumento di capitale, UniCredit effettuerà rettifiche contabili legate a crediti sofferenti per oltre 8 miliardi di euro. Ciò provocherà perdite che verranno computate nel 2016 mentre il rafforzamento patrimoniale ci sarà soltanto nel 2017. Questo “sfasamento” temporale potrebbe portare temporaneamente gli indici di solidità patrimoniale (Cet-1) al di sotto dei livelli di guardia raccomandati dalla Bce.
Oltre preparare l’aumento di capitale, UniCredit ha incassato nei mesi scorsi più di 6 miliardi di euro, prima vendendo gran parte della polacca Bank Pekao e poi liberandosi della propria società di gestione dei fondi, Pioneer, ceduta ai francesi di Amundi. Con tutte queste operazioni (compreso l'aumento di capitale), il rafforzamento patrimoniale della banca vale nel complesso 20 miliardi di euro.
La ristrutturazione
Il piano industriale di Mustier, oltre alla ricapitalizzazione, prevede la vendita ai gruppi finanziari internazionali Fortress e Pimco di non performing loan (npl), cioè di crediti deteriorati, per un totale lordo di oltre 17 miliardi di euro. Sulla cessione di npl, la Banca Centrale Europea (Bce) ha però chiesto un piano dettagliato entro il 28 febbraio prossimo. 
Oltre a dotarsi di nuovi capitali UniCredit effettuerà una pesante ristrutturazione della sua rete. Entro il 2019 sono previsti 6.500 esuberi in tutto il gruppo (in aggiunta a quelli già programmati) con un risparmio sui costi del personale di 1,1 miliardi circa. La cura dimagrante ci sarà anche in Italia dove saranno chiusi quasi 900 sportelli, con un calo della forza-lavoro complessiva del 21%.

autore / Luca Lippi
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