Pensioni news: tutti i 'paletti' dell'Ape sociale

31 maggio 2017 ore 13:49, Luca Lippi
Le ultime novità sulle pensioni vengono da Marco Leonardi, consigliere economico del Governo, il quale, in un’intervista a Radio radicale, ha rivelato nuovi dettagli sulle misure per le pensioni anticipate delle quali sono stati da poco firmati i decreti attuativi: Ape sociale e anticipo per i lavoratori precoci. Leonardi ha rivelato che i tempi per la pubblicazione dei decreti in Gazzetta ufficiale sono strettissimi. Nel giustificare il ritardo con cui entreranno in vigore tali provvedimenti sulle pensioni, Leonardi ha affermato: "Il punto è che bisognava rendere attuativa una  legge di stabilità che prevedeva una misura in termini generici, quindi bisognava qualificare le platee, stabilire i termini delle domande e tutta una serie di dettagli di cui si è occupato il Governo”. Tutto il lavoro sui decreti è stato compiuto con il coinvolgimento delle parti sociali. “Abbiamo consultato i sindacati regolarmente in modo da stare al passo con quelle che potevano essere le difficoltà pratiche”, ha aggiunto Leonardi, “perchè le domande le devono fare i lavoratori, molto spesso con l’ausilio dei patronati”.
Pensioni news: tutti i 'paletti' dell'Ape sociale
Leonardi ritiene l’Ape sociale uno strumento che elimina le iniquità create dal vecchio sistema delle salvaguardie, tenendo conto della possibilità che alcune persone abbiano bisogno di andare in pensione prima di aver maturato i requisiti di legge. Leonardi ha anche chiarito che la misura dell’Ape sociale è di tipo sperimentale, mentre quella per le pensioni anticipate dei lavoratori precoci è di tipo strutturale. Entrambe hanno effetto retroattivo al 1° maggio, anche se la presentazione delle domande potrà avvenire entro il 15 luglio e la risposta dell’avvenuta accettazione si avrà entro il 10 ottobre.

Tutti i paletti dell’Ape Sociale - I requisiti di accesso all’Ape nella versione volontaria sono i 63 anni di età anagrafica e 20 di contributi cioè quelli che poi danno diritto alla vera pensione di vecchiaia. La versione sociale o agevolata di APE invece ha requisiti diversi. Va ricordato che parliamo di quella forma di anticipo pensionistico per il quale sarà lo Stato a farsi carico di rimborsare le banche, con il pensionato che non subirà trattenute sulla pensione futura.
L’Ape sociale verrà concessa ai disoccupati, agli invalidi o con invalidi a carico ed a lavoratori impegnati in attività gravose. Cambiano i requisiti necessari, ad esclusione di quello anagrafico dei 63 anni. Per la versione assistenziale, quella per disoccupati o alle prese con problemi di salute, sono necessari 30 anni di contributi. Per le attività gravose, cioè le 11 nuove categorie che il Governo ha reputato di inserire tra queste, necessari 36 anni di lavoro alle spalle. L’innalzarsi dei requisiti è solo il primo di una serie di paletti che rendono la misura agevolata difficile da centrare per i lavoratori.
Quasi a voler rendere più ristretto possibile il campo dei beneficiari, l’APE nella versione a carico dello Stato prevede una serie di paletti stringenti. Vincoli che, nonostante gli emendamenti depositati e valutati la scorsa settimana dalla Commissione Bilancio, non sono stati tolti. Per i disoccupati, per esempio, sarà necessario avere terminato di percepire, almeno da 3 mesi e per intero, gli ammortizzatori sociali da loro sfruttati, quindi mobilità, Naspi e così via.
Per gli invalidi è necessario avere a che fare con un grado di disabilità di almeno il 74%. Per i lavori gravosi invece i paletti sono di natura lavorativa proprio in virtù del fatto che il fattore importante per rientrare nell’agevolazione è la tipologia di attività svolta durante la vita lavorativa. Le categorie agevolabili sono le maestre di asilo, gli autisti di mezzi pesanti, i macchinisti dei treni, gli infermieri e le ostetriche con lavoro in turni, i facchini, gli edili, i gruisti, i conciatori di pelli, addetti ai rifiuti, personale addetto ai servizi di pulizia e all’assistenza dei soggetti non autosufficienti. Il limite per questi è quello dei contributi versati che come dicevamo devono essere 36. Inoltre gli ultimi 6 anni prima della domanda di accesso all’Ape devono essere stati svolti continuativamente in quelle attività. Cosa significa tutto ciò? Un edile, la cui attività di norma è saltuaria, basata sul clima e sulle stagioni, difficilmente potrà garantire il requisiti della continuità negli ultimi 6 anni. Una anomalia che si collega anche a quelle relative alla incompatibilità con gli ammortizzatori sociali o con redditi superiori ad 8.000 euro. 

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autore / Luca Lippi
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