Referendum, risultati ufficiali e prime dichiarazioni dei leader

05 dicembre 2016 ore 9:26, Andrea De Angelis
Diciotto punti percentuali dividono il No dal Sì. Una vittoria andata oltre ogni previsione, con il No capace di conquistare tutte le Regioni ad eccezione delle "rosse" Emilia-Romagna e Toscana più il Trentino-Alto Adige, l'unica dove il Sì ha chiuso con oltre cinque punti di vantaggio. 

Il referendum costituzionale ha visto una percentuale altissima di votanti, con quasi sette italiani su dieci che si sono recati alle urne. Per quanto riguarda lo Stivale si è infatti toccato il 68,48%, sceso poi in generale di tre punti a causa della bassa percentuale di italiani all'estero (solo il 30% ha votato). Che l'affluenza potesse essere più alta rispetto agli ultimi anni era prevedibile, ma che si sfiorasse il 70% decisamente no. 
Il fronte del No ha stravinto soprattutto al Sud e nelle Isole, con il record ottenuto proprio in Sardegna dove si è superato il 70%. Percentuali non molto lontane da quelle registrate in Calabria e in Campania, nonostante la guida Pd (De Luca) in questa ultima regione. Al Nord il risultato è stato comunque netto, ma in media nazionale. 

Referendum, risultati ufficiali e prime dichiarazioni dei leader
Veniamo dunque ai risultati ufficiali. Il No vince con 59,11% dei voti, il Sì si ferma al 40,89%. Sei milioni di voti di differenza, una proporzione decisamente importante. Sono infatti quasi tredici milioni e mezzo gli italiani che hanno dato il loro consenso alla riforma contro i diciannove milioni e mezzo che hanno preferito negarlo. Risultando così vincitori. 
Il primo a parlare dieci minuti dopo le 23 è stato il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, il quale sfidando ogni scaramanzia ha parlato di "dimissioni di Renzi entro pochi minuti", risultando profetico. Lo stesso Salvini ha poi sottolineato come a perdere siano "i poteri forti, nazionali e internazionali" e si è definito "un'alternativa seria" a Renzi.
"Da domani - annuncia il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio -  siamo al lavoro per formare la squadra del futuro governo 5 Stelle". I parlamentari 5Stelle hanno improvvisato una grande festa negli uffici alla Camera. Grillo si appella invece direttamente a Mattarella: "Noi siamo disponibili a tutti i passi per le elezioni".
Anche la Sinistra con Arturo Scotto invoca un intervento del Quirinale: "Renzi lascia un campo di macerie, ora ci affidiamo alla saggezza del presidente Mattarella". Per Stefano Fassina, "il messaggio che arriva dal popolo italiano è di saggezza a difesa della costituzione: le regole del gioco si cambiano insieme". 
Decisamente più prudente invece Massimo D'Alema: "Capisco l'amarezza per la sconfitta, ma è irresponsabile l'idea di precipitare il Paese verso nuove elezioni senza fare una previsione sulle leggi elettorali. Io ho combattuto una scelta sbagliata a viso aperto con serenità senza rancore personale. Ora si apra un dialogo rispettoso tra i partiti". Clicca qui per leggere il discorso integrale di Matteo Renzi.

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