Senato, Pd ko ad Affari Costituzionali: è golpe renziano o asse anti-mattarellum?

06 aprile 2017 ore 12:12, intelligo
Un alfaniano occupa il posto del pd. Ieri Salvatore Torrisi di Alternativa Popolare è stato eletto presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato, con 16 voti,  a scrutinio segreto. Torrisi ha preso il posto di Anna Finocchiaro, attuale ministro dei Rapporti con il Parlamento. Il capogruppo del PD e candidato ufficiale dei dem Giorgio Pagliari si è fermato a 11 voti su 17 potenziali senatori schierati, a dispetto di un accordo all’interno della maggioranza. Immediato lo scambio di accuse tra le forze politiche alla ricerca del responsabile del “tradimento” (ricordiamo che il voto è avvenuto a scrutinio segreto).   
Senato, Pd ko ad Affari Costituzionali: è golpe renziano o asse anti-mattarellum?
COSA E' ACCADUTO 
Secondo alcune fonti parlamentari, oltre a due senatori di Ala che non hanno voluto partecipare al voto e ad una scheda bianca, sarebbero stati due i senatori dem a votare contro l’indicazione del partito. Lo schieramento renziano del Pd ha definito quanto accaduto un “vulnus gravissimo nella maggioranza” e ha parlato di un “patto di lealtà venuto meno tra alleati di governo”, lanciando un pesante j’accuse ai bersaniani di Mdp e ai centristi di Ap. Il ministro degli Esteri Angelino Alfano ha chiesto a Torrisi di rinunciare all’incarico per dimostrare il rispetto dell’accordo con il Pd. Torrisi non intende però fare un passo indietro (un gioco delle parti?). In serata, il presidente del Consiglio Gentiloni ha ricevuto  il presidente del Pd Matteo Orfini e il vicesegretario uscente Lorenzo Guerini che hanno espresso le loro preoccupazioni per l’episodio,  preoccupazioni “condivise da Gentiloni, che ha assicurato da parte sua l’impegno per contribuire al rafforzamento della coesione della maggioranza”, riferisce una nota di Palazzo Chigi. «Spero si eviti la crisi altrimenti andiamo a votare con questa legge elettorale», ha aggiunto Andrea Orlando che sta sfidando Renzi al Congresso per la guida del Pd.

ARIA DI VOTO
L’episodio del Senato che ha provocato un grande caos nella maggioranza potrebbe essere una strategia per andare al voto quanto prima, probabilmente, subito dopo le amministrative, il 19 novembre. Un’ipotesi che potrebbe portare a pensare a un vero e proprio golpe renziano. 

I RETROSCENA: 1) IL GOLPE RENZIANO 
Secondo Mario Adinolfi, ex parlamentare dem,  la votazione del nuovo presidente della Commissione Affari  Costituzionale, a scrutinio segreto, potrebbe essere stata sostenuta dai renziani. Le primarie del Pd infatti si svolgeranno il 30 aprile e Renzi ha già incassato un consenso molto ampio al primo round. Una volta vinte le primarie aperte, Renzi seguirà, con ogni probabilità, lo stesso schema seguito ai tempi di Enrico Letta. In altri termini, Renzi, rafforzato dalle primarie, tenterà di far cadere il governo Gentiloni. 

I RETROSCENA: 2) IL GOLPE RENZIANO 
Il Presidente della Commissione Affari Costituzionale è decisivo per la questione della nuova legge elettorale, ciò potrebbe significare che il Mattarellum potrebbe essere stato abbandonato a favore del proporzionale (esiste infatti un’analisi che vorrebbe Pd e Forza Italia uniti nella strategia di approvazione del Mattarellum contro un ben più consistente asse fatto di M5S e piccoli partiti in battaglia per un altro sistema elettorale e che al momento avrebbe vinto). Il voto nazionale si starebbe avvicinando e, pertanto, le amministrative rischiano di anticipare la battaglia per le politiche. 

#renzi #leggeelettorale #mattarellum #affaricostituzionali #senato

di Isabella Zanini
autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...