Romania, governo ritira decreto corruzione. La piazza però vuole altro

06 febbraio 2017 ore 8:51, Andrea De Angelis
Nonostante la marcia indietro del #governo sul decreto #corruzione, circa 200.000 persone sono scese in piazza ieri sera solo a Bucarest, per il sesto giorno consecutivo, chiedendo le dimissioni di #Grindeanu e del suo esecutivo, in carica da poco più di un mese. Per i manifestanti, come riporta l'Ansa, il ritiro del decreto in #Romania è arrivato troppo tardi e per questo il governo non ha più alcuna credibilità. "Resteremo in piazza fino a quando il governo non se ne andrà. Non era il governo che volevamo. I corrotti non li vogliamo", ripetono gli oltre centomila manifestanti tornati a radunarsi in serata davanti alla sede del governo in Piazza della Vittoria, a Bucarest. Dunque il primo risultato, il ritiro del decreto, è stato ottenuto. Ma la piazza, giunta quasi a una settimana "di attività", non si svuota. Non lascia, anzi raddoppia. 

Romania, governo ritira decreto corruzione. La piazza però vuole altro
L'inizio delle proteste
Le proteste sono cominciate martedì sera, dopo che il governo ha approvato un decreto legge che ha decriminalizzato alcuni reati di corruzione e ha reso l’abuso di potere punibile con il carcere solo se è dimostrabile un danno per lo stato superiore a 44.000 euro. Secondo il governo guidato dai Social Democratici del PSD la nuova legge serve per riallineare il Paese alla sua Costituzione, ma secondo i critici il primo beneficiario sarà proprio il leader del PSD Liviu Dragnea, a processo insieme ad altri politici di sinistra per abuso di potere. Il processo a Dragnea è cominciato lo scorso martedì e riguarda una possibile perdita per lo stato di circa 24.000 euro, quindi sotto la soglia. 

Tutti contro il Governo
Perché la credibilità dell'Esecutivo in carica da poche settimane sarebbe venuta meno? Non solo per il contenuto del testo, ora cancellato dopo le proteste di piazza. Ma anche perché il fronte dell'opposizione al decreto corruzione era ed è particolarmente vasto ed articolato. L’opposizione al Partito socialdemocratico che ha vinto le elezioni politiche del dicembre 2016 con il 45% dei voti senza includere però nel suo programma elettorale il decreto sulla corruzione, il presidente della repubblica Klaus Iohannis (indipendente), la magistratura, la procura anti-corruzione, la Commissione europea, Germania e Francia avevano criticato duramente il decreto. Secondo quanto riferiscono fonti governative a Mediafax, la revoca entrerà in vigore proprio oggi, quando sarà pubblicata sulla Gazzetta ufficiale.


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