Consip: Pm di Roma indagano su fuga di notizie. Via l'indagine al Noe

06 marzo 2017 ore 14:18, Luca Lippi
La Procura di Roma, ha avviato un provvedimento contro ignoti per la fuga di notizie sull’inchiesta Consip. Ovviamente la questione riguarda la violazione del segreto istruttorio.
‘Contro ignoti’ non significa necessariamente che gli organi inquirenti brancolino nel buoi, nel mirino della Magistratura ci sono i pubblici ufficiali preposti a seguire le indagini e che, a conoscenza dei fatti, potrebbero avere agevolato una fuga di notizie.
Preventivamente, la Procura ha revocato l’incarico ai Carabinieri del Noe di proseguire le indagini.
A quanto si apprende, la Procura di Roma ha inasprito il provvedimento con la revoca a causa della pubblicazione di alcuni atti di indagine risultati 'omissis' nei provvedimenti emessi dall'autorità giudiziaria sulla vicenda Consip. Ciò ha generato sconcerto negli inquirenti titolari degli accertamenti.

Consip: Pm di Roma indagano su fuga di notizie. Via l'indagine al Noe

GLI OMISSIS
In una nota la Procura della Repubblica di Roma ha scritto: “Gli accertamenti fin qui espletati  hanno evidenziato che le indagini del procedimento a carico di Alfredo Romeo ed altri sui fatti di competenza di questa Procura sono state oggetto di ripetute rivelazione di notizie coperte da segreto sia prima che dopo la trasmissione degli atti a questo Ufficio, sia verso gli indagati o comunque verso persone coinvolte a vario titolo, sia nei confronti degli organi di informazione”.

LE SMENTITE
La stessa Procura ha smentito alcune ricostruzioni di stampa,  ha dichiarato il procuratore reggente di Napoli:  “Non vi sono contrasti, nè divergenze tra la Procura di Roma e quella di Napoli in merito all’inchiesta Consip in relazione alla quale prosegue il collegamento investigativo tra le rispettive indagini, in perfetta sintonia tra i due Uffici requirenti”. Anche fonti giudiziarie della procura capitolina hanno smentito alcune ricostruzioni apparse sui quotidiani in merito ad attriti tra i due uffici giudiziari in relazione all’inchiesta sugli appalti nella centrale acquisti della pubblica amministrazione.

IN CONCLUSIONE
La fuga di notizie, a parte le questioni di merito che sono esclusiva competenza della Magistratura, in concreto hanno innescato l’accensione dei toni politici. I primo protagonisti sono stati il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, e l'ex premier Matteo Renzi, con il primo che ha attaccato il segretario del Pd dimissionario, dicendo che ha rottamato il padre Tiziano, interrogato in Procura per più di tre ore, e il secondo che, con una lunga lettera, ha invitato il politico pentastellato a vergognarsi di essere sceso tanto in basso e a recuperare un po' di quell'umanità che nei rapporti familiari, viene prima della politica.

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autore / Luca Lippi
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