Voto anticipato, Berlusconi non è l'unico a volere Draghi premier

07 giugno 2017 ore 12:08, Stefano Ursi
Il presidente della Bce, Mario Draghi, sarebbe ''un ottimo premier'' secondo il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi che in un'intervista al Quotidiano Nazionale parla della situazione politica del momento e analizza gli scenari relativamente alla possibilità di elezioni anticipate. ''È stato il mio governo ad ottenere per Mario Draghi la guida della Banca centrale Europea – spiega a QN – e non mi sono mai pentito di quella scelta. Dunque, ho grande stima di lui, sarebbe un ottimo premier ma non credo sia interessato a lasciare il ruolo in Europa''. Peraltro la figura di Draghi sarebbe gradita anche all'Europa e alla Troika come una sorta di 'commissario' e da tempo si parla di una possibile entrata del presidente Bce nella scena politica italiana. E c'è da attendersi che più volte verrà evocato il suo nome. Sulla possibilità di voto anticipato e delle preoccupazioni dei vertici nazionali sui possibili rischi, soprattutto sui mercati, dalle elezioni in autunno, così Berlusconi: ''Non vedo perché. Le elezioni sono la fisiologia di un sistema democratico. La patologia è il fatto che in Italia l’ultimo governo scelto dagli elettori sia stato il nostro, nel 2008. I mercati dovrebbero temere la sovranità popolare? Non credo, anche perché gli italiani nelle espressioni di voto hanno sempre dimostrato buon senso, prudenza ed equilibrio''.

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Mario Draghi
Una domanda verte poi sul sistema elettorale, su cui Berlusconi ha le idee chiare sulla questione maggioritario-proporzionale: ''Credo che si dovrebbe smetterla di dire che il sistema tedesco non garantisce un vincitore. In Germania è in vigore dal 1949 ed ha prodotto governi stabili e maggioranze chiare. Solo due volte in settant’anni – dice – è stato necessario ricorrere alla Grande Coalizione. I sistemi elettorali non sono un dogma, si tratta di individuare caso per caso quelli più adatti alla situazione. Il maggioritario aveva senso in un’Italia bipolare, quando i poli sono tre o più, significherebbe consegnare la guida del paese ad una ristretta minoranza''. E poi, domanda che si fanno in molti e che il Quotidiano Nazionale fa al leader di Forza Italia, se sia possibile ricostruire un centrodestra con il sistema proporzionale: ''Non solo è possibile, è necessario. Il centrodestra che io ho in mente è esattamente quello che proprio in Germania è avviato a vincere le elezioni politiche che si svolgeranno contemporaneamente o poco prima delle nostre. Un centrodestra basato sui principi cristiani e sulla cultura liberale, credibile per la serietà delle sue proposte e per la concretezza dei suoi programmi''.

''D’altronde - spiega Berlusconi a QN - questo centrodestra ha governato, scelto dagli italiani, per molti anni, con risultati che si tende troppo spesso a dimenticare: nel 2011, prima che il quarto dei cinque colpi di stato che hanno massacrato la nostra democrazia negli ultimi venticinque anni abbattesse il nostro ultimo governo, i disoccupati erano quasi un milione in meno rispetto ad oggi, la pressione fiscale era sotto il 40%, mentre oggi supera il 43%, gli sbarchi degli immigrati clandestini erano praticamente azzerati, i peggiori criminali erano stati consegnati alla giustizia uno dopo l’altro''. E su Renzi che vuol tornare a governare, magari con le larghe intese: ''Immagino che Renzi voglia tornare a Palazzo Chigi vincendo le elezioni. Noi ovviamente - chiarisce – faremo tutto il possibile per evitarlo, perché vogliamo vincerle e portare a Palazzo Chigi un nostro candidato''.

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autore / Stefano Ursi
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