No elezioni anticipate: la sfida di Napolitano a Mattarella

07 giugno 2017 ore 12:36, Stefano Ursi
Il momento è tormentato. La legge elettorale e la possibilità di andare al voto anticipato agitano la politica. E in queste ore, in particolare, sono molte le ipotesi che si fanno su una possibile data. Secondo quanto scrive il Corriere della Sera, il Quirinale, pur mantenendo la preferenza per il 2018, sarebbe comunque pronto ad un eventuale scioglimento anticipato, valutando realisticamente la situazione politica del momento, così come prevede la prassi costituzionale legata alla corretta interpretazione dell'articolo 88 della Costituzione. E una delle date possibili, qualora il presidente della Repubblica Mattarella si trovasse nella condizione, una volta sentiti i presidenti delle Camere, di dover sciogliere il Parlamento potrebbe essere quella del 24 Settembre.

No elezioni anticipate: la sfida di Napolitano a Mattarella
Data utile, si legge in relazione al rispetto del 15 ottobre che è il termine per la presentazione in Parlamento della legge di stabilità. Ovviamente qualora il risultato elettorale permetta la formazione in tempi brevi dell'esecutivo che a questa legge dovrebbe dar vita. Questione strettamente legata alla legge elettorale che uscirà dalle Camere. Potrebbe esserci proprio la possibile data del 24 Settembre, o comunque una data entro il mese di ottobre, dietro alla presa di posizione del presidente emerito della Repubblica e senatore a vita Giorgio Napolitano, che proprio alla vigilia delle prime votazioni sulla legge elettorale definisce la possibilità di voto anticipato come ''paradossale'', ''in tutti i paesi democratici europei'', ha spiegato, ''si vota alla scadenza naturale delle legislature: fare diversamente significa dare il massimo contributo negativo al consolidamento della credibilità politico-istituzionale del paese".

La possibilità che si vada al voto prima della scadenza naturale della legislatura, che è a Febbraio 2018, va dunque valutata e potrebbe scaturire da molti fattori, tra cui la tenuta o meno dell'accordo fra FI, Pd, M5S e Lega; al momento infatti la legge elettorale è un passaggio delicatissimo, che registra avanzamenti e stop, con la frenata che ieri ha contraddistinto la posizione del Movimento 5 Stelle e c'è sempre lo sguardo fisso ad ogni dettaglio, ad ogni dichiarazione, ad ogni incontro. Legge elettorale che comincia man mano a prendere corpo; si tratta di un sistema sostanzialmente proporzionale in cui ogni partito che riesce a superare la soglia di sbarramento del 5% riceve seggi in proporzione ai voti che riceve. I voti di chi non raggiunge la soglia di sbarramento vengono poi redistribuiti fra gli altri partiti. La partita rimane dunque aperta e sarà, con ogni probabilità, il sistema elettorale che emergerà dal voto delle Camere, a quanto pare entro il 7 Luglio, a dire se la legislatura si chiuderà prima o meno, e se e quando questo avverrà.

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autore / Stefano Ursi
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