Direzione Pd, sulle alleanze è asse Franceschini-Orlando contro Renzi

07 luglio 2017 ore 9:50, Americo Mascarucci
E' nato l'asse Orlando-Franceschini contro Renzi. Nella direzione del Partito Democratico andata in scena ieri i due ministri hanno rilanciato il nodo alleanze, argomento che invece il segretario Matteo Renzi ha dichiarato al momento inutile da trattare. "La discussione interna al Pd interessa solo 3 o 300 persone, ma se parliamo di alleanze i cittadini non si accorgono degli effetti delle riforme, come gli investimenti sulla scuola" ha spiegato il segretario. Renzi e company infatti addebitano la sconfitta alle amministrative proprio al fatto che il Pd non sia stato in grado di far comprendere agli elettori i risultati raggiunti a livello di governo. Il segretario vede come il fumo negli occhi modelli come il vecchio Ulivo o la fatidica Unione del 2006, entrambi falliti a causa delle divergenze interne ai partiti che componevano la coalizione.
Direzione Pd, sulle alleanze è asse Franceschini-Orlando contro Renzi
E a sinistra c'è chi come Bersani, D'Alema e company insistono nel dire che non vi potranno essere accordi col Pd fino a quando a guidarlo sarà l'ex sindaco di Firenze. Ma per Franceschini e Orlando il tema delle alleanze resta invece prioritario. Tuttavia alla fine la relazione di Renzi è stata votata anche da Franceschini e all'unanimità dal momento che le minoranze di Orlando ed Emiliano non hanno partecipato alla votazione finale. 

L'ATTACCO DI FRANCESCHINI - "Io sono fra i 350 soldati che parla anche di alleanze - ha detto intervenendo in direzione - Il tema delle alleanze dobbiamo porcelo. Chi ha detto che abbiamo perso le amministrative perché non c'erano le coalizioni? Non io. Il problema è opposto, che non abbiamo vinto neanche avendo le coalizioni. A Taranto abbiamo vinto ma il Pd ha preso il 13%: siamo un po' lontani dal poter vincere da soli. Servono le proposte, serve la forza".
Insomma per Franceschini servono i numeri e i numeri al momento dicono che il Pd da solo non può vincere. Quindi il tema delle alleanze per il Ministro dei Beni Culturali è tutto fuorché secondario.

L'ASSIST DI ORLANDO -  A Franceschini è arrivato il sostegno del collega di governo Andrea Orlando, esponente della minoranza Dem: "Sono d'accordo con Franceschini sulla necessità che non ci siano contrapposizioni tra contenuti e proposta politica. Non sono d'accordo sul fatto che il risultato delle amministrative sia un tema locale almeno per tre motivi: rispetto all'ultima analoga tornata c'è stata una crescita fortissima dell"astensionismo; abbiamo subito sconfitte più forti e cocenti nelle aree più forti di insediamento tradizionale della sinistra. Credo che la conflittualità nel centrosinistra non dia vantaggi agli scissionisti ma distacchi pezzi di elettorato". ha aggiunto il ministro della Giustizia per poi concludere: "Dobbiamo aiutare Pisapia e tutte le forze del centrosinistra che non hanno impostato la linea sull’antirenzismo. E non si può additare chiunque sollevi una questione come quello che vuole far perdere il Pd".
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