Taglio cuneo fiscale nel 2018: neo assunti, aliquote e novità

07 marzo 2017 ore 14:06, Luca Lippi
Il Governo è al lavoro per tagliare il cuneo fiscale dal 2018. Sul tavolo ci sono due ipotesi, una è la riduzione per tutti, l’altra è la concentrazione del taglio sui giovani fino a 30 anni. In ogni caso sono misure straordinarie e soprattutto un segno tangibile per consolidare l’idea che questo non sarà affatto un esecutivo a scadenza.

COS’È IL CUNEO FISCALE
Il cuneo fiscale è un indicatore percentuale che indica il rapporto tra tutte le imposte sul lavoro (dirette, indirette e contributi previdenziali) e il costo del lavoro complessivo.
Può essere determinato sia per i lavoratori dipendenti sia per i lavoratori autonomi o liberi professionisti. Le imposte considerate nella determinazione del cuneo fiscale sono sia a carico del datore di lavoro o committente sia del lavoratore dipendente o autonomo o libero professionista.
La pressione fiscale apparente è invece determinata per uno Stato come incidenza della imposizione fiscale in rapporto al PIL e si differenzia dal cuneo fiscale che è riferito all'incidenza della imposizione fiscale sul costo del lavoro.
Non deve essere confuso il cuneo fiscale con il costo del lavoro per unità di prodotto. Infatti non è l'incidenza di un elevato cuneo fiscale quella che determina un alto costo del lavoro per unità di prodotto per l'azienda, in quanto i servizi erogati dallo Stato e finanziati con l'imposizione fiscale, possono essere anche più costosi se posti a carico del singolo lavoratore individualmente che li ottiene sul libero mercato.

Taglio cuneo fiscale nel 2018: neo assunti, aliquote e novità

LE MISURE STRAORDINARIE DEL GOVERNO
Le opzioni sul tavolo sono due:
- calo delle aliquote contributive di almeno 2 punti  per tutti i lavoratori: Il costo sarebbe di circa 5 miliardi per ogni anno di riduzione.
In questo caso, è  probabile  che sia necessario lasciare un parte a carico del lavoratore con "limatura" della  pensione futura, sostituita magari con  una parte di Tfr  destinata obbligatoriamente alla previdenza integrativa.
- calo delle aliquote contributive di 4/5 punti solo per i giovani fino a 30 anni: in un triennio il costo  si aggirerebbe sui 12 miliardi. In questo caso, invece, tagliare per un triennio la contribuzione previdenziale totale sugli under 30 sarebbe anche una delle proposte che sta preparando  il consigliere dell'ex premier Renzi, Tommaso Nannicini,  che ipotizza di creare una "dote" decontributiva ("tipo per i primi 3 anni di lavoro a tempo indeterminato, fino a 35 anni") che ciascun lavoratore può portare con sé.  A questo si abbinerebbe anche  una riduzione dell'Irpef "sulle nuove generazioni" che punterebbe a realizzare una "doppia progressività, legata al reddito ma anche all'età" i giovani cioè godrebbero di aliquote Irpef ridotte.

QUANDO SARA’ OPERATIVO
Il piano vedrà la luce con il documento di programmazione economico-finanziaria (Def) che precede la preparazione della nuova legge di stabilità. Il problema è ovviamente sempre quello delle coperture dato che si avvicina anche la scadenza delle clausole di salvaguardia che prevedono l'aumento di due punti delle aliquote Iva per il 2019.  Le parole di Gentiloni trovano conferma anche nel conforto del Mef, quindi c’è il ‘via libera’ a un’azione per incentivare l'occupazione e la crescita.

CONSIDERAZIONI
Per il vice ministro dell’Economia, Enrico Morando, l’ipotesi di un taglio strutturale al cuneo e la decontribuzione triennale per il primo impiego “non sono misure alternative. Per me è giusto partire dai giovani e arrivare nel medio periodo a una riduzione del costo del lavoro. L’importante è che sia un intervento strutturale e non penalizzi le prestazioni previdenziali. Le risorse per l’operazione potrebbero giungere dalle nuove regole sulla fatturazione elettronica”. 
Aggiunge Maurizio Del Conte (Anpal): “La strada del taglio strutturale del cuneo è quanto mai opportuna. Era nelle premesse del Jobs act rendere più conveniente il contratto a tempo indeterminato. Ed è importante ora proseguire su questa strada”. 

PRECEDENTI AZIONI SUL CUNEO FISCALE
Il precedente intervento sul cuneo fiscale risale alla Finanziaria 2007 (ministro del Lavoro, Cesare Damiano). Nel 2015 c’è stata la decontribuzione piena, scesa al 40% nel 2016. Da gennaio sono in vigore solo sgravi mirati: per chi assume studenti dopo l’alternanza, e 

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