Consob, Vegas a gamba tesa sul bail-in: "Da cambiare. Pericoloso"

09 maggio 2017 ore 10:26, Luca Lippi
Il bail-in così com’è andrebbe rivisto e corretto. È quanto ha fatto capire il presidente della Consob, Giuseppe Vegas. Alla soglia della scadenza del suo mandato avverte tutti dell’importanza, quasi un atto dovuto, di rivedere la normativa sul bail-in e portare in Ue proposte concrete per correggere la norma. Nel complesso del suo discorso, pare proprio che Vegas tema una prossima uscita dell’Italia dall’eurozona, o forse è solamente una pratica per dare una spallata alle mire populistiche degli schieramenti euroscettici che usano l’uscita dall’euro come grimaldello per non fare una vera e propria campagna elettorale.
Secondo Vegas, l’eventuale uscita dell’Italia dall’euro deve essere uno scenario da scongiurare perché “metterebbe a repentaglio la stabilità, il buon funzionamento del sistema finanziario e la salvaguardia del mercato, obiettivi che rientrano nella missione istituzionale della Consob. Il solo annuncio di un ritorno ad una valuta nazionale provocherebbe un immediato deflusso di capitali tale da mettere gravemente a repentaglio la capacità dell’Italia di rifinanziare il terzo debito pubblico del mondo”.
È utile, però, sottolineare che la fuga dei pochi capitali rimasti dopo la grande crisi che ha colpito soprattutto le economie dei paesi meno virtuosi, è già ripartita.
Consob, Vegas a gamba tesa sul bail-in: 'Da cambiare. Pericoloso'
Riguardo la normativa sul Bail-in, Vegas ha dedicato una copiosa parte del suo discorso. Il bail-in è la normativa del salvataggio interno degli istituti di credito in difficoltà. La direttiva prevede l’addebito degli oneri (di salvataggio) delle banche ad azionisti, obbligazionisti e in ultimo correntisti.
Secondo il presidente della Consob questa normativa si è rivelata infelice soprattutto nella parte che prevede la retroattività “contrasta con i principi di fondo del diritto e va corretta quanto prima”. Al monito segue la sua proposta di rivedere con maggiore riguardo e attenzione il coinvolgimento degli obbligazionisti “introducendo una soglia di salvaguardia a 100.000 euro”. Alla prova dei fatti, aggiunge ancora Vegas, l’idea di circoscrivere ai soli investitori di una banca i costi del salvataggio si sta mostrando illusoria. Visto anche che la gestione della crisi può richiedere interventi fulminei incompatibili con i meccanismi decisionali di Francoforte. 
In sostanza, Vegas chiede più tutela per il risparmio e per i risparmiatori, a questo va aggiunta anche una maggiore vigilanza sugli emittenti dei titoli rappresentativi del risparmio che, nella sostanza, sono i principali attori del problema.
Vegas descrive all’uditorio che la Consob esorta un’identica rappresentazione dei rischi e dei rendimenti per gli investitori di tutti i paesi Ue. Un futuro segnato dall’avvento del FinTech e della disintermediazione finanziaria. Un occhio al passato e uno al futuro. 
Da ieri è in funzione una piattaforma per la negoziazione dei titoli diffusi da emittenti non quotati, la piattaforma si chiama Hi-Mtf e rappresenta uno strumento per superare l’illiquidità di questi titoli.
La rappresentazione dei rischi come descritta da Vegas è tra le misure che entreranno in vigore dal 2018 con la direttiva relativa ai prodotti di investimento preassemblati (Priips), offerti dalle banche o dalle assicurazioni. Le caratteristiche principali di questi prodotti saranno illustrate nel Kid (key informations document). Il Kid conterrà “la classificazione dei rischi secondo una scala crescente da uno a sette. Dal prossimo anno, quindi, tutti i Paesi Ue adotteranno in modo vincolante la rappresentazione di rischi e rendimenti”. 
Concretamente, secondo quanto spiegato in una nota Consob, i rischi valutati sono il rischio emittente (considerato in base al rating relativo alla società) e il rischio mercato, che si basa sulla volatilità storica. Con la normativa europea, di massima armonizzazione (quindi non modificabile in sede italiana), Vegas spera siano definitivamente superate le polemiche sui cosiddetti “scenari probabilistici”, che hanno accompagnato gran parte del suo mandato.
In conclusione, Vegas lancia un appello e una critica all'Europa, puntando il dito in particolare sulle nuove regole per i salvataggi bancari (bail-in), soprattutto Vegas avverte: “Prepariamoci a una stretta monetaria”, Mario Draghi potrebbe presto chiudere i rubinetti del quantitative easing e con l'inflazione che “si sta progressivamente riportando in prossimità dell'obiettivo del 2%”, il nostro Paese “dovrà prepararsi ad affrontare la nuova situazione che si profila, non potendo più contare sul puntello esterno della leva monetaria”, proprio perchè la politica messa in campo dalla Bce “non può e non deve svolgere un ruolo improprio di supplenza”.

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autore / Luca Lippi
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