Nave militare tunisina contro 'barcone' di migranti, più che un incidente

09 ottobre 2017 ore 16:49, Luca Lippi
Collisione tra barcone di migranti e nave militare. È successo al largo della costa tunisina e una nave militare tunisina, in pattugliamento costiero proprio per fermare le partenze verso l’Italia, ha speronato il barcone procurandone l’inabissamento e la morte di 8 degli occupanti. Allo operazioni di soccorso, coordinate dalle autorità di Malta, hanno partecipato anche una nave della Marina Militare italiana, due motovedette della Guardia di Finanza e altre due della guardia costiera di istanza a Lampedusa. A parte le otto vittime e qualche disperso, tutti gli altri naufraghi sono stati tratti in salvo.
Nave militare tunisina contro 'barcone' di migranti, più che un incidente

Le navi della guardia costiera tunisina sono impegnate da diversi mesi per impedire la partenza e l’attraversamento del acque di confine tunisine alle imbarcazioni di profughi dirette verso le coste italiane. Anche ieri, la Guardia nazionale Tunisina aveva bloccato un gruppo di giovani intenti a raggiungere le isole Kerkennah, luogo deputato alla partenza di imbarcazioni verso la costa italiana. Arrestate altre 12 persone, invece, intenzionate a imbarcarsi dalle coste di Sidi Mansour.

IPOTESI SPERONAMENTO
C’è da fare qualche considerazione. Le imbarcazioni con max quache decina di passeggeri a bordo, sono difficilemnte individuabili. L’uso di imbacazioni minute è degli ultimi mesi, ed è in assoluto una nuova modalità per raggiungere uno sbarco opposto a quello di fuga. Il fenomeno delle imbracazioni piccoli è piuttosto diffuso sulla rotta Tunisia Sicila. 
La conferma arriverebbe dalla associazione “Mare Amico” che ha parlato di almeno una ottantina di sbarchi sulle coste di Agrigento a partire dallo scorso giugno con piccole imbarcazioni che trasportano dalle venti alle cento persone. Questi sbarchi sono stati definiti ‘sbarchi fantasma’. I profughi approdano in Italia di notte o all’alba, con l’obiettivo di non essere intercettati. Così come ha spiegato il quotidiano online ‘notizie.it’ chi arriva dalla rotta Tunisia-Sicilia, non ha diritto a chiedere la protezione internazionale. In realtà, coloro che sbarcano da questa rotta sanno di avere buone chance di non essere rimpatriati nel caso in cui non venissero riconosciuti e identificati. La maggior parte dei migranti che riescono a sbarcare si dirigono verso la stazione di Agrigento. Per poi sparire completamente nel nulla, chissà dove. Il fenomeno degli sbarchi fantasma sta preoccupando i sindaci delle zone in cui avvengono gli sbarchi. Il timore è quello che tra coloro che riescono ad arrivare in Italia si possa nascondere qualcuno legato in qualche modo al mondo del terrorismo.
A tale proposito, sarebbe anche comprensibile ipotizzare uno speronamento voluto. Sicuramente la Guardia Nazionale tunisina non aveva alcuna intenzione di provocare un naufragio, ma forse voleva solo spaventare lo scafista per indurlo a invertire la rotta a rinunciare allo scopo della traversata.

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