Alfano accetta la sfida dello sbarramento al 5%: "Abbiamo chiuso col Pd"

01 giugno 2017 ore 17:31, Luca Lippi
Conferenza stampa di Angelino Alfano che chiarisce la posizione di Alternativa Popolare sulla legge elettorale sparigliando i giochi. Sino da stamattina e in parte già da ieri, si parlava di 'ultimo giro di giostra' per il delfino di Berlusconi. E' utile ricordare, però, che Angelino Alfano è colui che dopo la bocciatura referendaria della riforma costituzionale, il 4 dicembre scorso, auspicò lo scioglimento anticipato delle Camere e le elezioni già entro febbraio, mandando su tutte le furie il Presidente della Repubblica Mattarella. Lo stesso ministero degli Esteri che oggi insorge contro le elezioni anticipate e i danni per miliardi di euro che provocherebbero, per il senso di instabilità e la solita speculazione contro i titoli del debito pubblico.
Alfano accetta la sfida dello sbarramento al 5%: 'Abbiamo chiuso col Pd'
Alternativa Popolare ha appena approvato un documento nel quale mette nero su bianco di voler proseguire a sostenere il governo Gentiloni; al secondo punto del documento annuncia che Alternativa Popolare non farà alcun ostruzionismo sul processo di approvazione della nuova legge elettorale. In conclusione, al terzo punto del documento si specifica che nulla osta la soglia di sbarramento del 5% e che su questo non ci sarà alcuno strascico né ostruzionismo da parte di Alternativa Popolare che accetta la sfida.
Discorso diverso, invece per quanto riguarda le preferenze, capitolo sul quale Alternativa Popolare proporrà un emendamento, e un'altro sulla garanzia della governabilità attraverso un premio di stabilizzazione che dovrà essere adeguato.
Sottolinea, non senza polemica, che votare la legge elettorale non significa sciogliere le Camere. A tale proposito rilancia dopo l'uscita a Porta a Porta del segretario del Pd chiedendo pubblicamente che Renzi dica con la massima chiarezza se vuole far cadere il Governo Gentiloni come ha fatto in precedenza con altri oppure no.
Ha poi detto che sono in corso incontri e consultazioni per ricomporre in un unico schieramento tutti gli uomini e le donne di area Liberale e Popolare con lo scopo di comporre un grande schieramento capace di affrontare la sfida del superamento del 10%. 
Le dichiarazioni del ministro degli Esteri arrivano a poche ore dalle affermazioni dell’esponente Ap, Sergio Pizzolante, secondo cui a febbraio il leader del Pd, Renzi, chiedeva al partito di Alfano di far cadere il governo Gentiloni. "Non ci occupiamo del passato. Ritengo conclusa la nostra collaborazione con il Pd" spiega Alfano, ma precisa di continuare a sostenere il governo: "La nostra lealtà non è stata ripagata, ma la rimetteremo a disposizione dell’agone politico". 
Durissimo il commento di Luigi Di Maio all'Ansa: "Uno scenario eversivo e inquietante. Questo emerge dalle parole degli esponenti alfaniani".  Continua Di Maio parlando con l’Ansa: "È insopportabile avere il Paese sotto ricatto di Alfano e di Renzi. Il fatto che l’ex premier avrebbe chiesto al partitino di Alfano di far cadere Gentiloni per avere in cambio una legge elettorale su misura è la dimostrazione che questo personaggio non sa cosa sia la democrazia. Renzi è un personaggio pericoloso

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