Centrodestra, no di Marchionne. Corteggiato Calenda, Salvini rosica

10 luglio 2017 ore 10:38, intelligo
Centrodestra alla Marchionne, ma senza Marchionne. E' dalla segreteria nazionale di Alternativa popolare, con Sergio Pizzolante che viene lanciara la proposta di leader: "No, Calenda non può sottrarsi. Lui dice che non si sente ancora nelle condizioni di giocare nella categoria di un Draghi che ha salvato l'Europa o di un Marchionne che ha salvato la Fiat. Io penso che il suo programma possa salvare l'Italia. Puo' e deve giocare nella categoria di Draghi e Marchionne".

Centrodestra, no di Marchionne. Corteggiato Calenda, Salvini rosica
Insomma il ministro dello Sviluppo Economico non può sottrarsi perchè secondo Pizzolante "nella sua ottima intervista al Corriere disegna un'Italia seria, credibile che punta tutto sul recupero della produttività e degli investimenti. Un'Italia che sul modello di Industria 4.0, costruisce un piano di riforme, Lavoro 4.0, Turismo e Cultura 4.0. Un grande piano industriale per l'Italia che riduce le tasse sul lavoro, sui neoassunti, sulle imprese". E ancora: "Calenda dice che bisogna seppellire la rottamazione per puntare tutto sulla ricostruzione. Ottimo, buon piano. Quanto di meglio abbiamo potuto leggere negli ultimi 10 anni. Ma Calenda non può pensare che fatto il piano ci possano essere altri a realizzarlo. Non ci sono. Come dice De Rita, sempre sul Corriere, l'Italia oggi è divisa fra rancore e nostalgia. Grillo e Salvini da una parte e dall'altra, Berlusconi, Prodi e lo stesso Pisapia, la nostalgia di una sinistra con un programma opposto a quello di Calenda. Anche Renzi è iscritto a quest'ultima categoria. Nel senso che proviamo nostalgia per quello che ci era sembrato fosse".

In tanti hanno detto la loro dopo che Berlusconi ha proposto il nome dell'Ad Fiat. Lo stesso Matteo Salvini ha parlato su Repubblica di un "allenatore che pensa a costruire una squadra puntando solo sul centravanti. Chieda a Trapattoni, non funziona così". Il segretario della Lega Nord in un'intervista a Repubblica ha parlato dei nomi proposti da Berlusconi per la leadership del centrodestra, tra cui Sergio Marchionne e Carlo Calenda chiudendo il discorso così: "Sono tutti nomi suoi. Io non ne ho fatto uno". Salvini ha ripetuto di essere disponibile a guidare la coalizione: "Io l’ho detto da tempo, prima della vittoria alle regionali e alle comunali. Siamo cresciuti, amministriamo centinaia di Comuni, non solo al Nord, siamo pronti. Io mi sento pronto, perché il progetto c’è e la squadra dietro è altrettanto forte, funziona".
Insomma ma quale centrodestra unito. Qui sembra più la sagra dei leader e Matteo non ci sta: "Io mi sento pronto, perché il progetto c'é e la squadra dietro é altrettanto forte, funziona". Con Berlusconi, conclude "ci siamo visti l'ultima volta un anno fa. Quando si capirà la data del voto e la legge elettorale ci rivedremo". Berlusconi avvertito mezzo salvato. 

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autore / intelligo
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