Nuove pensioni giù: -22% nel 2016, effetto Legge Fornero

13 gennaio 2017 ore 15:15, Luca Lippi
Un crollo delle domande di pensione del 22% nel 2016 rispetto al 2015. È l’effetto della legge Fornero. In sostanza il meccanismo che ha procurato questa tendenza è l’età per andare in pensione che è destinata ad aumentare sempre più a causa del legame con la cosiddetta “speranza di vita”. La Riforma Fornero nell’articolo 24 , comma 12, ha previsto che gli adeguamenti alla speranza di vita vanno applicati all’accesso delle diverse modalità di pensionamento modificando, in questo modo l’età pensionabile.
Nel dettaglio
Il primo adeguamento è avvenuto nel 2013, con il decreto del 6 dicembre 2011 e ha portato ad un aumento del requisito anagrafico di 3 mesi. Il secondo adeguamento è avvenuto il 1 gennaio 2016 ed è stato pari a un aumento del requisito anagrafico di 4 mesi, con il decreto 16 dicembre 2014.
Il prossimo adeguamento è previsto per il 1 gennaio 2019 da quell’anno in poi gli adeguamenti avranno cadenza biennale e avverranno quindi nel 2021, 2023, 2025 e così via. L’aumento del requisito anagrafico stimato è di circa 2 o 3 mesi per ogni biennio.
Nel triennio 2016- 2018 sono previsti i seguenti requisiti anagrafici per accedere alle pensione di vecchiaia:
-per i tutti i lavoratori e per le lavoratrici del pubblico impiego 66 anni e 7 mesi
-per le lavoratrici dipendenti 65 anni e 7 mesi
-per le lavoratrici autonome 66 anni e 7 mesi
-Per lavoratori e lavoratrici con il solo sistema contributivo 70 anni e 7 mesi
Per il biennio 2019- 2020
-Per tutti i lavoratori e le lavoratrici nel sistema misto e contributivo 67 anni
-Per tutti i lavoratori e le lavoratrici con il solo sistema contributivo 71 anni
Per il biennio 2021-2022
-Per tutti i lavoratori e le lavoratrici nel sistema misto e contributivo 67 anni e 3 mesi
-Per tutti i lavoratori e le lavoratrici con il solo sistema contributivo 71 anni e 3 mesi
Per il biennio 2023-2024
-Per tutti i lavoratori e le lavoratrici nel sistema misto e contributivo 67 anni e 5mesi
-Per tutti i lavoratori e le lavoratrici con il solo sistema contributivo 71 anni e 5 mesi
Per il biennio 2025-2026
-Per tutti i lavoratori e le lavoratrici nel sistema misto e contributivo 67 anni 9 mesi
-Per tutti i lavoratori e le lavoratrici con il solo sistema contributivo 71 anni 9 mesi
Per il biennio 2027-2028
-Per tutti i lavoratori e le lavoratrici nel sistema misto e contributivo 68 anni
-Per tutti i lavoratori e le lavoratrici con il solo sistema contributivo 72 anni

Nuove pensioni giù: -22% nel 2016, effetto Legge Fornero

Il rapporto dell’Inps, dunque, ha semplicemente trasformato in numeri l’effetto di questo provvedimento mettendolo nero su bianco. La riduzione è stata registrata sia per le pensioni di vecchiaia, che si sono ridotte di oltre il 30% a 113 mila, sia per le pensioni di anzianità, che sono crollate del 28,5% a 112 mila. 
Giù anche le pensioni d'invalidità e quelle per i superstiti. Rallentata però la caduta delle domande pensionistiche fra i lavoratori dipendenti, esclusi quelli pubblici, ed i lavoratori autonomi (coltivatori, artigiani e commercianti) nel secondo semestre, dato che (spiega l'Inps), la speranza di vita è aumentata di 4 mersi nel 2016 ed i requisiti di età sia per la vecchiaia che per anzianità hanno subito uno slittamento.
Le domande di pensione in Italia, che nel 2016 hanno totalizzato poco più di 443 mila, in calo del 22% rispetto ai 570 mila del 2015. La pensione media non supera i mille euro, per l'esattezza 987 euro.
La tendenza era già stata resa pubblica dall’Osservatorio Inps il 20 ottobre scorso. I calcoli all’epoca erano 311.299 nuove pensioni liquidate nei primi nove mesi dell'anno 2016 dall'Inps, in calo del 26,3% rispetto al flusso 2015, quando nello stesso periodo furono 423mila i nuovi assegni entrati in pagamento. Il dato non sorprendeva perché il meccanismo era già influenzato dalle nuove norme della legge Fornero.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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