Cucchi: giudice si astiene, ora la nomina di un nuovo collegio giudicante

13 ottobre 2017 ore 11:13, intelligo
Dichiarazione di astensione da parte del presidente della III Corte d'Assise di Roma e immediato rinvio del processo scaturito dagli esiti dell'indagine denominata 'Cucchi bis', il processo dove ci sono i carabinieri Di Bernardo, D'Alessandro e Tedesco accusati di omicidio preterintenzionale. Si cerca di arrivare alla verità sulla morte del giovane geometra romano arrestato per droga nell'ottobre 2009 e morto dopo una settimana in ospedale, ma il destino ha voluto che un inciampo formale si sia messo tra le ruote dell'ingranaggio giustizia.

Il 20 ottobre prossimo ci sarà la nuova udienza per conoscere le determinazioni dello stesso presidente del Tribunale. Un maresciallo risponderà di calunnia e falso, mentre altri due di calunnia nei confronti dei tre agenti della Penitenziaria che furono processati per questa vicenda e poi assolti in maniera definitiva.
Cucchi: giudice si astiene, ora la nomina di un nuovo collegio giudicante
Oggi era fissata la prima udienza del processo per capire se ci sono dei responsabili del pestaggio del giovane ma il processo è finito in mano alla III Corte d'Assise, la stessa che per questi stessi fatti giudicò sei medici, tre infermieri e tre agenti della Penitenziaria. Tra l'altro alla guida sarebbe stata la stessa dottoressa, Evelina Canale, presidente di quello che fu il primo collegio giudicante. Ora la stessa Canale ha dichiarato di astenersi e ha rimesso il procedimento nelle mani del presidente del Tribunale di Roma per la nomina di un nuovo collegio giudicante.

DOVE ERAVAMO RIMASTI
Alle porte il nuovo processo per il caso Cucchi, a fine settembre, c'era stato un importante colpo di scena. L’avvocato Fabio Anselmo, il legale che assiste la famiglia Cucchi, nel corso di una conferenza stampa aveva dichiarato: “C'è un nuovo testimone che si è fatto avanti alcuni giorni fa la cui deposizione è importante perché ci descrive uno Stefano particolarmente in difficoltà fisiche, aggrappato alle sbarre che non riesce a reggersi in piedi, altro che lesioni dolose lievi”. Sul nuovo teste l’avvocato Anselmo aveva inoltre dichiarato che “descrive il clima in cui era costretto a vivere chi era depositario di una verità diversa da quella cosiddetta ufficiale. Non ha parlato perché era in carcere, a Regina Coeli. Nella deposizione parla di uno Stefano che non si reggeva in piedi con buona pace di coloro, periti compresi, che parlavano di lesioni dolose lievi. Sarà un processo che potrà dimostrare a me e a tutti noi che la giustizia può essere davvero giusta e uguale per tutti. Questa volta l'imputato non sarà Stefano Cucchi, ma sarà un processo serio per la verità. Pensiamo a quanti Stefano Cucchi non hanno avuto questa possibilità".

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autore / intelligo
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