Battisti in Brasile, anche sindaco San Paolo: 'Criminale che va estradato'

13 ottobre 2017 ore 13:24, intelligo
"Adesso abbiamo un governo veramente democratico in Brasile e non possiamo dare protezione a un criminale. L'estradizione deve essere fatta" ha detto oggi a Milano il sindaco di San Paolo, Joao Doria, dopo aver incontrato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, in un faccia a faccia che ha riguardato anche il caso di Battisti, l'ex terrorista che vive in Brasile e che potrebbe essere estradato in Italia per scontare la pena. 
E' l'ultima voce che si alza contro l'ex terrorista rosso che è latitante. 
Battisti in Brasile, anche sindaco San Paolo: 'Criminale che va estradato'
IL CASO
Cesare Battisti, condannato in contumacia all’ergastolo con sentenze passate in giudicato, è latitante da oltre 35 anni. L’ex militante dei Proletari Armati per il Comunismo è risultato colpevole dei delitti Compagna e Santoro (per averli commessi materialmente) ed è risultato in concorso con altri per l’assassinio di Sabbadin e Torregiani. Battisti era stato arrestato per la prima volta nel 1979, ma era riuscito ad evadere scappando a Parigi. Arrestato nuovamente in Brasile nel 2007, ha ottenuto lo status di rifugiato politico. L’Italia richiede la sua estradizione da ormai 10 anni: possibile che si sia arrivati al momento della svolta? 

EX  MINISTRO LULA
Mentre il Brasile riconsidera la possibilità di estradare l'ex terrorista rosso Cesare Battisti anche l'ex guardasigilli dell’ex presidente brasiliano Lula, Tarso Genro, ieri aveva detto: “La difesa di Cesare Battisti fu un atto giuridico perfetto”. E l'ex ministro di Lula commentando per la prima volta l’operato di Michel Temer, attuale presidente carioca: “Il Brasile sta vivendo tempi senza coerenza dello stato di diritto e senza la forza normativa della Costituzione”. 

DIFESA
Una estradizione che, secondo il legale di Battisti, è semplicemente impossibile. Queste le sue parole riportate dal quotidiano O Globo: “La prescrizione della richiesta punitiva per i reati attribuiti nel Paese di nascita impedisce l’estradizione. Temer è un noto professore di diritto costituzionale e rispetterà le leggi brasiliane anche se si verificassero pressioni politiche interne ed esterne. La revisione della decisione è impossibile a causa del lasso di tempo e del fatto che non esiste alcun difetto nella conclusione finale, come riconosciuto dalla stessa Corte suprema federale”.

autore / intelligo
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