Febbraio in frenata per il mercato dell'auto europeo, avanza solo Fca

16 marzo 2017 ore 10:04, Luca Lippi
La domanda di auto in Europa aumenta ma in maniera modesta. A febbraio le immatricolazioni di auto nel Vecchio continente (Ue+Efta) sono salite del 2,1% a 1.078.503 unità, dopo il +10% registrato a gennaio. 
Tra i maggiori mercati, Francia (-2,9%), Germania (-2,6%) e Gran Bretagna (-0,3%) hanno frenato rispetto all'anno scorso. 
Il rallentamento è in parte spiegato da un effetto di calendario (febbraio 2017 ha un giorno lavorativo in meno). Solo Italia (+6,2%) e Spagna (+0,2%) hanno visto le immatricolazioni salire.

Febbraio in frenata per il mercato dell'auto europeo, avanza solo Fca

Fiat Chrysler Automobiles (Fca) anche a febbraio è cresciuta più del mercato europeo. Fca ha infatti evidenziato un aumento delle immatricolazioni dell’8,7% (a fronte di una crescita complessiva del 2,1 per cento) portando la sua quota al 7,9% rispetto al 7,4% di un anno fa. "Questa quota è la migliore dal marzo 2010 e permette a Fca di raggiungere il quarto posto in Europa tra i costruttori", ha precisato il gruppo. Tutti i marchi Fiat Chrysler Automobiles hanno chiuso febbraio con segno positivo: Alfa Romeo +23,5%, Fiat +8,3%, Lancia +5,3% e Jeep +1,3 per
cento.
Panda e 500 sono le city car più vendute in Europa (insieme hanno ottenuto una quota del 32,5% nel segmento A) e la 500L la più venduta del suo segmento, con il 32,2% di quota. Bene anche 500X e Renegade, stabilmente tra i modelli più venduti del loro segmento. In costante crescita la Tipo, nel combattuto segmento C, con positivi risultati soprattutto in Italia, Francia e Polonia, e la Giulia. 
È anche accaduto, però, che a fine gennaio sono usciti i dati definitivi sugli ordini di beni durevoli in America, ovvero lavatrici, frigoriferi, frullatori, poltrone e automobili. E anziché un +0.2% è uscito un incredibile -5.1%.
Pare che il disastro provenga proprio dal settore auto, oggetto (per chi fosse corto di memoria) della bolla del debito 2.0. L’altra volta  a fare saltare tutto furono i mutui, a questo giro tocca al credito al consumo per automobili e i cosiddetti Student Loan.
La cosa riguarda l’Italia. Perché se mai sfuggisse il dato, la mitica ripresa industriale italiana è trainata praticamente dai soli stabilimenti Fca che lavorano per l’export. Insomma, tutto ferro venduto contro debito, soprattutto per le aziende che con lo spesometro devono costruire una storia fatta di costi per non ricadere nella morsa dei recavi presunti.

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autore / Luca Lippi
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