Pensioni: squilibrio tra Nord e Sud e novità pensionati esteri

17 maggio 2017 ore 10:21, Luca Lippi
Secondo una certificazione del Centro studi e ricerche Itinerari previdenziali, l’Italia si spacca in due anche sul piano dell’erogazione della pensioni.  Al Settentrione c’è un numero maggiore di contributi versati, generalmente sono più alti e per quanto riguarda le pensioni di invalidità sono in linea con la statistica. Nel Mezzogiorno i contributi versati sono più bassi mentre le pensioni di invalidità sono più frequenti.  In questo modo è piuttosto complicato equilibrare i conti, il confronto è tra contributi versati e assegni da pagare. Inevitabilmente si finisce per pescare dalle casse pubbliche, che tradotto, sarebbero i soldi della collettività, inevitabilmente andando a togliere risorse ad altro.
Ogni anno, lo Stato trasferisce in media a ogni abitante del Sud 1.000 euro l’anno, contro i 474 al Nord e i 658 al Centro. Questo perché quasi due terzi dei 134,8 miliardi di euro che ogni anno Inps incassa dai contributi vengono dal Nord e ‘coprono’ le pensioni da pagare in misura maggiore rispetto a quanto avviene nel resto del Paese.
Il caso degli assegni di sostegno e invalidità è emblematico: riguardo l’invalidità civile (invalidità e accompagnamento) prendono la via del Sud, al nord questo privilegio è destinato solamente al 30%. In sostanza al Nord c’è una prestazione di invalidità ogni 100 abitanti, al Centro si sale a una ogni 69,7 abitanti, al Sud si schizza a una ogni 43.
Pensioni: squilibrio tra Nord e Sud e novità pensionati esteri
L’intenzione è quella di attrarre disponibilità liquide dall’estero: per questo motivo è stata avanzata la proposta di attirare i pensionati stranieri. Un emendamento alla manovrina correttiva introduce la flat tax per gli stranieri. Si tratta di una tassa fissa e molto vantaggiosa (con aliquota al 10%) che dovrebbe attirare i pensionati stranieri che decidono di trasferirsi in Italia e pagare le tasse nel nostro Paese. La misura sarebbe temporanea. Ed è già in vigore in altri Paesi come il Portogallo, dove l’aliquota è addirittura zero. La proposta è stata firmata dall’ex sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti e sarà messa ai voti nei prossimi giorni.
Allo stato dell’arte: gli ultimi dati dell’Aire, dicono che nel 2015 sono espatriate circa 107 mila persone fisiche, mentre nel 2014 erano state circa 100 mila (attendiamo aggiornamenti ufficiali per avere dati più recenti). Dal 2010, quando gli italiani residenti all’estero erano 2,3 milioni, oggi, nel 2016 siamo giunti a circa 4,5 milioni, raddoppiando in soli 5 anni la popolazione che ha deciso di trasferirsi stabilmente fuori dal Paese, per i motivi più diversi, ma sostanzialmente, per cercare di sopravvivere alla crisi ed alle problematiche socio-politiche interne.
La caccia è aperta per chi è espatriato:  i pensionati che pensavano di essere sfuggiti possono cominciare a tremare perché i conti non tornano e qualcuno deve pur pagare. I pensionati già all’estero sono più di 500.000 (dati 2014, aggiornati non sono disponibili, quindi saranno anche di più), che hanno deciso di trasferire la residenza in quei Paesi dove possono spendere meno e vivere meglio, come in genere i Paesi più caldi (Portogallo, Marocco, Canarie, Paesi sud-americani e caraibici, ecc.).
Essi oggi usufruiscono della esenzione quasi totale dalla tassazione italiana e della percezione della pensione al lordo delle ritenute fiscali e previdenziali, in quanto le Convenzioni in essere con l’Italia consentono ai Paesi di emigrazione di tassare al posto del nostro Paese, pertanto abbassando le aliquote sui redditi da pensione essi riescono ad attrarre quanti più residenti possibile.
Su di essi grava già la spada di Damocle dell’Inps il cui presidente, poco tempo fa, aveva già suggerito di intervenire con una norma che riducesse la parte non tassabile delle pensioni pagate ai cittadini italiani residenti all’estero.
In conclusione, per cercare di riequilibrare i conti pubblici in tema di pensioni, si sta cercando di attrarre pensionati dall’estero e far cadere nella rete pensionati che hanno abbandonato l’Italia per dare una consistenza dignitosa al loro assegno di pensione. La partita purtroppo non si gioca sul controllo Welfare troppo di manica larga.

#Pensioni #Inps #Squilibri #Differenze #Nord #Sud
autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...