Prodi per lo "Ius soli dopo il bilancio". E torna a parlare Enrico Letta

18 settembre 2017 ore 10:59, intelligo
Mentre la scuola si mobilita per lo Ius soli e lo Ius culturae (sono già migliaia le firme dei docenti a sostegno dell'appello lanciato dal maestro Franco Lorenzoni e dallo scrittore e professore Eraldo Affinati), torna a parlare anche il Mortadella. Intervistato da Massimo Giannini per "Circo Massimo" su Radio Capital", Romano Prodi cancella ogni dubbio sul tema della cittadinanza agli stranieri: "Credo che una volta sgombrato il campo con la finanziaria sia possibile approvare lo Ius soli. Ma serve davvero un lungo lavoro pedagogico spiegando che non c'entra niente con gli sbarchi di oggi. Lo ius soli non è una legge altamente permissiva". 
Se è vero dunque che non bisogna accostare secondo lui Ius soli e sbarchi di migranti, dall'altra parte non è affatto scontato. Per questo, pochi giorni dopo aver annunciato il suo ritiro dalla politica, anche Enrico Letta scende in campo a favore della visione del Professore: "Credo che la rinuncia alla legge sia stato un atto di paura, crudele e miope perché il nostro Paese ha alzato bandiera bianca", ha affermato. Secondo Letta, che si accoda a Romano Prodi, il passo indietro sullo ius soli è "un campanello d'allarme gravissimo perché davanti ai discorsi di Salvini e Di Maio, non siamo stati in grado di contrapporre una logica di buonsenso".

MINNITI: 
Quanto all'emergenza migranti, Minniti piace a Prodi: "Non ho gli elementi per giudicare la soluzione di Minniti sui migranti. Finora ha dato buoni risultati, penso che per risolvere il problema libico bisogna mettere attorno al tavolo i due contendenti più le 10-15 tribù più importanti sennò non si risolve niente. Bisogna tenerli intorno al tavolo finché non si è d'accordo. Spero che l'intesa di Minniti tenga e sia forte". 

BILANCIO:
Prodi parla di "qualche respiro" quest'anno, ma "c'è perché la crescita è aumentata, quindi lo spazio di trattative c'è. Ma visto che entreremo in una turbolenza politica dobbiamo dare almeno il messaggio che vogliamo diminuire il peso del debito, dobbiamo stare molto attenti a dare questo messaggio o diventiamo l'oggetto delle tensioni di tutti i mercati internazionali, altrimenti parte la solita musica, è un film già visto".

SINISTRA
Roma Prodi, da "curato di campagna", torna a parlare al boy scout che vorrebbe tornare premier: "Nel Pd c'è il cartello di divieto di campeggio? Questo è il problema. Quando ho fatto l'Ulivo era di una semplicità estrema. Io lo zaino lo tengo sulle spalle e faccio di tutto perché non ci sia più il cartello di divieto di campeggio, bisogna fare di tutto, creare le condizioni politiche perché il riformismo riprenda a camminare".
E dopo l'appello di Giuliano Pisapia, che vede in Prodi l'elemento unificatore a sinistra, il professore non fa che confermare di essere un diplomatico, poco incline alla baruffa: "Credo nella necessità di un dialogo tra i partiti della sinistra altrimenti può succedere di tutto, io credo che la politica sia dialogo. Se non c'è dialogo tra le forze di sinistra le forze riformiste sono tutte finite. Le elezioni le vincono coloro che danno un messaggio di poterle vincere. Se si vuole che non vinca il passato, come Silvio Berlusconi, bisogna tornare a un dialogo o un riconoscimento della linea comune da parte del centrosinistra". 

E chi vuol capire, capisce.

#Prodi #Letta #sinistra #iussoli


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