Bankitalia: il giorno delle polemiche, i pro e contro lo "scarica" Visco

19 ottobre 2017 ore 10:03, intelligo
Il cambio al vertice e la mossa contro il governatore di Bankitalia Visco viene chiamata da Renzi "fase nuova" e "il Governo non era semplicemente informato: era d'accordo. La mozione parlamentare non solo era nota al Governo, ma come sa chi conosce il diritto parlamentare, prevedeva che il Governo desse un parere. Che c'è stato ed è stato positivo" fa sapere Renzi. Ma se anche l'ex premier ha ribadito che "il problema non è il nome del governatore", sono in molti oggi anche dentro il suo partito a vedere nella mozione scarica Visco una strategia politica. Il più diretto di tutti era stato Silvio Berlusconi: "Non mi meraviglia. E' proprio della sinistra voler occupare tutti i posti dopo l'elezione. Ora fanno passi avanti e vogliono occuparli anche prima".
Walter Veltroni aveva bollato come "incomprensibile e ingiustificabile" la mozione. Mentre il capogruppo del Pd Zanda aveva preso le distanze ("Mozioni di questo tipo meno se ne fanno meglio è") si aggiungevano ieri agli avversari anche il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano ("non mi occupo di cose deplorevoli") e Carlo Calenda ("Non commento per carità di patria").
Ma Renzi va dritto per la strada.  'Il Governo non era semplicemente informato: era d'accordo. La mozione parlamentare non solo era nota al Governo, ma come sa chi conosce il diritto parlamentare questa mozione prevedeva che il Governo desse un parere. Che c'è stato. Ed è stato positivo. L'esecutivo è composto da persone serie, non danno parere positivo senza sapere di cosa stanno parlando", ha commentato il segretario del Pd in una intervista al Quotidiano Nazionale. "Dunque: è evidente - per Renzi - che il Governo sapesse e che anche fosse d'accordo. Quanto all'autonomia del processo decisionale, noi rispetteremo qualunque scelta verrà fatta dalle autorità preposte sul nome del prossimo governatore. Auspico che scelgano la persona migliore: se il Governo riterrà che la persona migliore sia l'attuale governatore, ne prenderemo atto. Ma il rispetto istituzionale non significa non chiedere chiarezza rispetto a ciò che è successo. Noi abbiamo la coscienza a posto, spero che tutti possano dire lo stesso". 
I PRO E I CONTRO DI OGGI 
"Proprio per evitare l'equivoco" di voler entrare nel merito della prossima nomina del governatore della Banca d'Italia "abbiamo eliminato la parola" discontinuità perchè "non volevamo aprire un contenzioso con il governo o altre istituzioni. Il governo vuole nominare Visco? Proceda. La scelta dell'esecutivo è quella del Pd. Siamo rispettosi dei ruoli altrui ma vogliamo rispetto per il nostro". Sostiene così Renzi in un'intervista al Corriere della Sera Matteo Richetti, deputato e portavoce del Pd, osservando che "c'è stata una reazione di aggressione al Pd davvero sproporzionata: si è persa di vista la vera natura dell'iniziativa". L'intervento del Colle non è stato rispettoso dunque? "Per carità, il Quirinale ha solo detto che occorre prendere una decisione nell'interesse esclusivo del Paese" risponde Richetti che conferma che il governo fosse informato dei fatti. "C'era una mozione su cui prendere una posizione, lo si sapeva da tempo. La discussione l'abbiamo fatta insieme" e comunque "le considerazioni contenute nella mozione su Bankitalia sulla necessità di rilanciare la fiducia e aprire una stagione nuova, valgono anche per i prossimi appuntamenti del sistema di vigilanza del credito. Dopodiché decida chi deve decidere".
Sornione e più sottile Prodi che non commenta su Visco, ma rispetto alla mozione votata dal Pd per chiedere discontinuità al vertice della Banca d'Italia, avvicinato dai cronisti, a margine del decimo Forum eurasiatico, ha replicato stizzito: "Ma và, su". 

LA STRATEGIA DI RENZI 
Secondo gli analisti politici Renzi aveva fretta di far iniziare il "processo politico" a banche e banchieri.  E torna alla mente dei ben informati che non dimenticano, l'ex amministratore delegato di UniCredit, Federico Ghizzoni, che alcuni mesi fa Ferruccio de Bortoli aveva citato come destinatario di pressioni anomale. Altro aspetto che salta all'occhio è che a sedere nella commissione d'inchiesta per il Pd sia Francesco Bonifazi, tesoriere del partito. 
E perché questo pressing politico? La campagna elettorale si avvicina e la crisi bancaria è la spada di Damocle del premier insieme alla disoccupazione giovanile e alla crisi migranti. Secondo poi, Renzi ora ha la maggioranza ed esercita le sue prerogative prima che sia troppo tardi. Gli addetti ai lavori sospettano anche che il candidato  alla successione di Visco potrebbe essere il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan (certo adatto anche a ricoprire la poltrona di banchiere centrale italiano nell'Eurozona) ma talmente capace in tema di finanze pubbliche e banche che servirebbe al Paese.


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autore / intelligo
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