Anticipo della pensione: le strade, i nodi e a chi conviene

20 marzo 2017 ore 12:30, Luca Lippi
Poco più di un mese alla partenza dell’Ape: il debutto della sperimentazione dell’anticipo sulla pensione è fissato al 1° maggio, anche se i tecnici del Governo sono ancora all’opera per definire gli ultimi tasselli - proprio oggi è in calendario l’incontro con i sindacati - per far partire in tempo il nuovo strumento rivolto a una platea di oltre 300mila potenziali beneficiari
Dal primo maggio 2017 sarà possibile avviare la procedura per aderire all’Anticipo della pensione volontario (Ape). 

COS'E' L'APE
L’Ape, anticipo pensionistico, è la possibilità di uscire dal lavoro sino a 3 anni e 7 mesi prima della maturazione dell’età utile alla pensione di vecchiaia, se si possiedono almeno 20 anni di contributi.
In sostanza con l’Ape si anticipa la pensione di vecchiaia, che dal 2018 potrà essere raggiunta a 66 anni e 7 mesi di età, a soli 63 anni.
L’Ape è stata istituita dalla Legge di bilancio 2017 e potrà essere fruita da tutti i lavoratori appartenenti alle gestioni Inps, compresi gli iscritti alla gestione separata: normalmente l’anticipo sarà riconosciuto servendosi di un prestito bancario, che comporterà una penalizzazione sulla pensione. Parte del prestito però, potrà essere coperta dall’azienda, nel caso di lavoratori in esubero, oppure dalla previdenza complementare, con una rendita integrativa anticipata (Rita). Inoltre, per certi soggetti tutelati sarà possibile fruire dell’Ape a carico dello Stato, l’Ape sociale.
Nel dettaglio 

APE
Secondo quanto chiarito dall’Inps, l’anticipo massimo della pensione non può mai superare 3 anni e 7 mesi, anche nel caso in cui i requisiti d’età per raggiungere la pensione di vecchiaia siano spostati in avanti.
Quindi, se il requisito di età per la pensione di vecchiaia dal 2019 salirà a 67 anni e 11 mesi, l’Ape potrà essere richiesta con un minimo di 63 anni e 3 mesi di età.
Attenzione, per gli anni 2016 e 2017, i requisiti d’età per accedere alla pensione di vecchiaia sono pari a:
-66 anni e 7 mesi, per gli uomini e le dipendenti pubbliche;
-65 anni e 7 mesi per le dipendenti del settore privato;
-66 anni e 1 mese per le lavoratrici autonome.
Dal 2018 l’età per la pensione di vecchiaia sarà uguale per tutti e pari a 66 anni e 7 mesi.
Nel 2019 l’età dovrebbe aumentare a 66 anni e 11 mesi, a meno che non siano confermati i decrementi della speranza di vita registrati nel 2015, nel qual caso il requisito resterebbe a 66 anni e 7 mesi.
Ad ogni modo, esiste anche un anticipo minimo della pensione, che deve essere pari a 6 mesi.

CHI PUO' RICHIEDERLA
L’anticipo pensionistico può essere richiesto:
-dai lavoratori iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (Ago): lavoratori dipendenti del settore privato e lavoratori iscritti alle gestioni artigiani, commercianti, coltivatori;
-dai lavoratori iscritti ai fondi sostitutivi dell’Ago: ex fondo elettrici, telefonici, Enpals, etc.;
-dai lavoratori iscritti ai fondi esclusivi, come ex Inpdap, ex Ipost, etc.
Non può essere richiesto da chi è iscritto alle casse professionali.
Perché possa essere richiesto l’anticipo, inoltre, è necessario che la futura pensione ammonti a 1,4 volte il trattamento minimo, cioè a 702,65 euro.

Anticipo della pensione: le strade, i nodi e a chi conviene
 
COME FUNZIONA
Dal momento dell’uscita dal lavoro sino alla maturazione dell’età pensionabile, il lavoratore riceve l’Ape, l’anticipo pensionistico, che è un assegno mensile erogato da una banca convenzionata grazie a un prestito richiesto dal lavoratore tramite l’Inps.
L’ammontare del prestito dipende dall’ammontare dell’assegno Ape: questo potrebbe andare dal 95% della futura pensione sino al 50%; maggiori dettagli in merito saranno resi noti da un decreto che dovrebbe uscire entro il mese in corso.
Questo prestito deve essere restituito in 20 anni, mediante l’applicazione di una penalizzazione sulla pensione che, si stima, sarà pari al 4,6% per ogni anno di anticipo, ipotizzando che l’Ape ammonti all’85% della futura pensione e un tasso del 2,5%: ovviamente, minore è la percentuale di pensione richiesta, più bassa risulterà la penalizzazione.
Il taglio della pensione, comunque, non è determinato solo dal prestito, ma anche da un’assicurazione obbligatoria per il rischio di premorienza del pensionato.
L’Ape è esente da imposizione fiscale. Annualmente al pensionato è riconosciuto un credito di imposta pari al 50% del ventesimo degli interessi e del premio assicurativo complessivamente dovuti in base ai contratti stipulati. Dal momento del pensionamento, l’Inps riconoscerà il credito di imposta.
Percentuali, ammontare massimo e minimo dei prestiti e importi delle assicurazioni saranno definiti, come accennato, da un dpcm (un decreto del presidente del Consiglio dei ministri) che dovrà uscire entro 60 giorni dall’entrata in vigore della Legge di bilancio. L’anticipo minimo dovrà essere pari almeno a 6 mesi.

COME PRESENTARE LA DOMANDA
Per accedere all’Ape, l’interessato deve inoltrare, tramite il sito dell’Inps, una prima domanda con la quale richiede all’istituto la certificazione della pensione futura. L’Inps deve verificare e certificare il possesso dei requisiti, comunicando anche l’importo minimo e massimo ottenibile con l’anticipo pensionistico.
Una volta ricevuta la certificazione, il lavoratore deve inoltrare una domanda online per ottenere il pagamento dell’Ape, con la quale sceglie la banca che erogherà il prestito e l’assicurazione contro il rischio di premorienza (da individuarsi tra gli istituti che sigleranno un’apposita convenzione): l’istanza vale anche come domanda di pensione di vecchiaia (che sarà erogata al raggiungimento dei requisiti di età) e sarà irrevocabile.
Se la domanda viene respinta, o l’interessato recede dall’operazione di finanziamento, la domanda di pensione resta priva di effetti.
L’interessato può, comunque, recedere dal contratto di assicurazione contro il rischio di premorienza entro 14 giorni.
Una volta conseguita la pensione di vecchiaia, l’interessato può decidere di non subire penalizzazioni sulla pensione e di estinguere il prestito in un’unica soluzione.
Presso il Mef (Ministero dell’economia e delle finanze) verrà creato un apposito Fondo di garanzia, gestito  dall’Inps, che potrà coprire l’80% del finanziamento concesso al richiedente.

NODI DA SCIOGLIERE
Per l’Ape, come detto in precedenza, ci sono ancora dei nodi da sciogliere, per consentire la partenza a pieno regime della sperimentazione (da maggio 2017 a dicembre 2018). Tra questi anche la stipula delle convenzioni con Abi e Ania per fissare i costi dell’anticipo
I potenziali beneficiari dell’Ape sono 300mila lavoratori nel 2017 e 115mila nel 2018. Marco Leonardi, capo della task force tecnica di Palazzo Chigi, dichiara: “A presentare domanda per l’anticipo saranno però molti di meno, mentre i richiedenti dell’Ape sociale dovrebbero essere circa 35mila nel primo anno di sperimentazione”. 
La terza variante di Ape, quella sociale, è a carico dello Stato e consente di anticipare il pensionamento di vecchiaia fino a tre anni e sette mesi ai lavoratori che hanno almeno 63 anni di età, qualora si trovino in difficoltà o svolgano attività particolarmente faticose: nel primo caso serviranno almeno 30 anni di contributi, nel secondo almeno 36.

LE ALTRE VIE D’USCITA 
A completare il quadro degli strumenti per avvicinare il traguardo della pensione ci sono poi provvedimenti per determinate categorie, come i lavoratori precoci e quelli impiegati in attività usuranti. 
I primi versando almeno un anno di contributi prima dei 19 anni, potranno andare in pensione anticipata (dal 1° maggio) con 41 anni di contributi. 
A questo proposito, si è in attesa di un decreto attuativo. I secondi, che hanno svolto attività usuranti o di notte per almeno la metà della vita lavorativa o per sette anni negli ultimi dieci, dovrebbero beneficiare di una maggior semplificazione, anche se a mancare all’appello è il decreto ministeriale con le regole operative e, inoltre, la scadenza per presentare le domande da parte di chi matura i requisiti nel 2017 risulta essere già scaduta il 1° marzo scorso. 
Nel cantiere pensioni entrano anche l’“opzione donna”, avviata verso la fine della sperimentazione che consente di andare in pensione a 57 o 58 anni di età, l’ottava salvaguardia, che ha chiuso la raccolta delle domande lo scorso 2 marzo, e l’isopensione, operazione dai costi elevati che permette di anticipare l’uscita dal lavoro con un accompagnamento alla pensione, in cui l’azienda si accolla l’assegno versato al lavoratore fino al pensionamento, oltre ai contributi che sono necessari per la pensione.

#Ape #Adesione #Inps
autore / Luca Lippi
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