Caso Maugeri, “Formigoni corrotto e spregiudicato”. Lui: “Innocente”

21 giugno 2017 ore 10:25, intelligo
Nessuna attenuante per Roberto Formigoni, visti i "gravi fatti posti in essere dalla più alta carica politica della Regione Lombardia per un lungo periodo di tempo, con particolare pervicacia", e "palese abuso delle sue funzioni". Con queste parole severe, i giudici della X sezione penale del Tribunale di Milano hanno motivato la condanna in primo grado dell’ex governatore lombardo Formigoni
Caso Maugeri, “Formigoni corrotto e spregiudicato”. Lui: “Innocente”
, ora senatore di Alternativa popolare, a 6 anni di carcere per corruzione. La vicenda a cui si riferisce la sentenza, emessa il 22 dicembre scorso, riguarda i rapporti tra le autorità lombarde e la Fondazione Maugeri, un istituto di Pavia che si occupa di riabilitazione sanitaria. A Formigoni, i giudici rimproverano di essersi mosso "in modo particolarmente spregiudicato, per fini marcatamente di lucro e con grave danno per la Regione". Formigoni è stato invece assolto dall'accusa di associazione a delinquere. Secondo gli estensori della sentenza, Formigoni ha potuto disporre di “Imbarcazioni, vacanze di capodanno e altri viaggi, una villa in Arzachena, denaro contante e un finanziamento elettorale di 600.000 euro" per un totale di circa 6,6 milioni di euro, già confiscati. Formigoni ha goduto di tali beni, messi a disposizione dall’amico Pierangelo Daccò, non "per amicizia" ma per interessi non leciti. 

LA DIFESA DI FORMIGONI - Tesi tutte rigettate dall’ex governatore lombardo. “Sei mesi di duro lavoro da parte del tribunale – ha lamentato il presidente della commissione Agricoltura del Senato - per riprodurre le tesi accusatorie dei pm. Tesi assolutamente infondate tanto da aver comportato l’assoluzione dei vertici più alti di Regione Lombardia. Secondo la sentenza, la mia corruzione a favore di Maugeri e San Raffaele si concretizzerebbe nelle somme versate da Regione Lombardia a questi istituti. In realtà invece si tratta di somme dovute a fronte di prestazioni erogate da questi a favore dei cittadini. Versamenti dovuti e regolari, come dimostra appunto l’assoluzione dei dirigenti lombardi”. In particolare, per Formigoni “nessuna scorrettezza amministrativa è stata riscontrata negli atti che certamente non avrei potuto compiere da solo: non avrei potuto sottoscrivere gli atti, né tantomeno erogare somme. Concludendo: la corruzione presuppone una scorrettezza amministrativa, la scorrettezza non c’è, tutti gli atti amministrativi sono riconosciuti corretti, la corruzione non c’è. Anzi, è sotto gli occhi di tutti il buon funzionamento della sanità lombarda. Non mi scoraggerò nel sostenere le mie buone ragioni e il diritto a vedere riconosciuta la mia innocenza”.

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