Renzi e Mattarella ai ferri corti: Ius soli l'ultimo smacco?

21 luglio 2017 ore 12:04, Americo Mascarucci
Anche se a parole Matteo Renzi si ostina a ripetere che lui sosterrà il Governo Gentiloni fino al termine della legislatura, dietro le quinte si racconta di un segretario del Pd fortemente irritato per le ultime vicende politiche, ad iniziare dallo slittamente dello Ius Soli. Renzi puntava a far approvare la legge sul diritto di cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia prima della pausa estiva e aveva anche convinto Gentiloni a porre la fiducia: invece il Premier dopo aver preso atto della concreta possibilità di non avere i numeri ha preferito rinviare. Per il segretario del Pd si sarebbe trattato di un rospo difficile da ingoiare ancora di più di fronte all'esultanza di Area Popolare che si è assunta il merito di aver bloccato il provvedimento mescolando la legge sulla cittadinanza all'emergenza immigrazione. Così il Pd è passato per il partito degli "irresponsabili", quelli che erano pronti con lo Ius Soli ad incrementare i flussi migratori aggravando l'emergenza in Italia.
Renzi e Mattarella ai ferri corti: Ius soli l'ultimo smacco?

L'IRA DI RENZI SUL COLLE
Ma è soprattutto contro il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che Renzi sembra puntare il dito. Sarebbe stato infatti il Capo dello Stato a consigliare a Gentiloni di rinunciare a porre la fiducia sullo Ius Soli rinviando la legge in autunno. Per renzi quello di Mattarella sarebbe un tradimento in piena regola visto che il segretario del Pd si considera a tutti gli effetti l'artefice dell'elezione dell'attuale inquilino del Colle. Insomma, Renzi si sarebbe aspettato che Mattarella non ostacolasse quasi sistematicamente la sua azione politica. Non è un mistero che l'ex premier avrebbe voluto le elezioni politiche già a giugno o al massimo in autunno, ipotesi però sfumata proprio grazie all'opposizione del Capo dello Stato. I rapporti con Mattarella a dire il vero si erano già incrinati a dicembre subito dopo le dimissioni di Renzi da Palazzo Chigi causa sconfitta referendaria. Mattarella aveva cercato di imporre come premier il fedelissimo Dario Franceschini pur sapendolo non gradito a Renzi accettando alla fine Gentiloni come candidato di mediazione, blindandone tuttavia il mandato e contrastando i tentativi renziani di anticipare il voto.

LA FRECCIATA A MATTARELLA
In occasione della presentazione a Milano del libro Avanti Renzi è sembrato lanciare un avvertimento al Colle, non esplicito ma facilmente percettibile: "Il prossimo premier dovrebbe essere il capo del primo partito ma a livello personale vivo questo tempo come un grande dono: a 41 anni devo solo dire grazie per quel che ho potuto fare. Non vivo roso dal rancore e dalla voglia di tornare a Palazzo Chigi come taluni di voi scrivono: non ci ho più messo piede. Ci sta Gentiloni fino a fine legislatura, poi il prossimo premier lo decide il presidente della Repubblica, sulla base delle scelte degli italiani". 
Insomma Renzi sembra rispettare le prerogative del Presidente ma al tempo stesso fa capire a chiare lettere che Mattarella non potrà ignorare le decisioni degli italiani scegliendo un premier diverso dal capo del partito che vincerà le elezioni: e che naturalmente spera essere ancora lui. 
Dal Colle ovviamente nessuna reazione, anche perché Mattarella ha comunque raggiunto il suo obiettivo, quello cioè di portare Gentiloni a scadenza naturale. Anche se la maggioranza traballa ogni giorno di più nessuno, né al centro, né a sinistra sembra interessato a staccare la spina. E Renzi sa perfettamente che più tardi si vota e più difficile per lui si fa la strada per tornare a Palazzo Chigi (stando almeno agli ultimi sondaggi). Lo Ius soli è insomma soltanto l'ultimo smacco che Mattarella sembrerebbe aver assestato al segretario del Pd. Ma sarà davvero l'ultimo?

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