Burioni su sondaggi vaccini: "No vax calati. Tutti ora contro sciocchezze"

21 settembre 2017 ore 10:00, intelligo
Alla fine i no vax non sono poi così tanti e si attestano sull’8%. Sono gli italiani contrari ad ogni tipo di vaccinazione, che si differenziano da quel 44% che preferisce l’obbligo limitato ad alcune vaccinazioni. E chi ritiene che tutte le vaccinazioni dovrebbero essere obbligatorie si attesta al 47% (+24 punti percentuali).
Per il prof. ordinario di microbiologia e virologia al San Raffaele di Milano Burioni questo sondaggio è un vero e proprio successo della scienza. 

In un’intervista rilasciata a Repubblica ha spiegato quando ha capito "che il vento fosse cambiato". Quanto all’obbligo a scuola, per Burioni è stato "un grande passo avanti, intanto perché ha fatto capire da che parte sta lo Stato. Cioè da quella della scienza e non della stregoneria".
Burioni su sondaggi vaccini: 'No vax calati. Tutti ora contro sciocchezze'
Ma si parla anche di lui, della sua vita social, delle offese ricevute online "e calate", segno di un contrasto alla disinformazione che ha raggiunto il suo scopo. Per Burioni: "È che fino a un po’ di tempo fa chiunque poteva dire quello che gli pareva senza che ci fossero reazioni. Adesso chi dice sciocchezze viene subito etichettato da altre persone, che reagiscono. E questo non è solo utile per i vaccini ma per tutta la scienza".
Repubblica gli chiede se sia servito il suo impegno per convincere le persone e lui esprime la sua soddisfazione: "Si diceva che su internet ci sono bolle impenetrabili di no-vax. Ci siamo impegnati in tanti, non solo io ma anche altri scienziati come Lo Palco, Costarizza, Silvestri oppure le mamme di “Io vaccino”, per fare buona informazione online, sostenendo cose scientificamente inappuntabili. Forse, e dico forse, tutto questo è stato utile".

DATI SONDAGGIO 

Dall'Osservatorio risulta calato lo scetticismo nei confronti dei vaccini: gli anti-vaccini sono il 12% tra i meno istruiti, e meno del 4% tra i laureati. L’ostilità categorica ai vaccini è meno frequente anche tra gli italiani più alfabetizzati sul piano scientifico; tra di loro e tra i più istruiti la condivisione della necessità delle vaccinazioni per i bambini arriva al 90%. Ancora diffusa l'opinione di chi ritiene che la responsabilità delle decisioni sui vaccini spetti al singolo, limitando le situazioni di obbligatorietà.
A inorgogliorire il Prof. Burioni dovrebbe essere il calo della sfiducia negli esperti e nelle fonti istituzionali. Anche questo aspetto è smentito dai dati. Al primo posto tra le fonti più credibili vi sono infatti medici di base e pediatri, indicati da un italiano su due; al secondo opuscoli informativi e campagne istituzionali. Sul tema dei vaccini, forum web e social sono ritenuti credibili da poco più del 4%.


#burioni #vaccini #novax

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