Caporalato, paga sulla pelle degli africani: i 'bianchi' a 10 euro in più

22 settembre 2017 ore 11:39, intelligo
Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, aggravati dalla discriminazione razziale: i rifugiati africani, ospitati nei centri di accoglienza, lavoravano nei campi con altri lavoratori in nero provenienti da Romania e India e venivano pagati diversamente in base alla loro provenienza. Si parla di caporalato, secondo l'accusa, che ha portato a due misure cautelari dopo il blitz dei carabinieri della Compagnia di Paola. le iloro indagini iniziarono nel giugno scorso, più il sequestro preventivo dell'azienda e di altri beni mobili di proprietà degli arrestati. Si parla di beni di due milioni di euro. 
Ai domiciliari sono finiti due fratelli di Amantea come da procedura del gip del Tribunale di Paola su richiesta della locale Procura della Repubblica. 
Caporalato, paga sulla pelle degli africani: i 'bianchi' a 10 euro in più
GLI SFRUTTATI
I lavoratori in nero provenivano da Nigeria, Gambia, Senegal e Guinea Bissau, venivano prelevati insieme ad altri provenienti principalmente dalla Romania e dall’India, da una strada parallela al Centro di accoglienza 'Ninfa Marina'. Così arrivavano nell'azienda agricola dei due fratelli arrestati. 
I rifugiati africani, “incredibilmente” sottolineano gli inquirenti, venivano trattati diversamente: la “loro paga variava in base al colore della pelle”.
I 'bianchi' avevano diritto a 10 euro in più degli africani. Infatti i primi prendevano 35 euro al giorno, mentre i secondi venivano pagati soli 25 euro, ovviamente tutto in nero. Le indagini hanno fatto emergere anche le condizioni di lavoro degradanti a cui erano sottoposti i lavoratori, che dormivano in baracche, mangiavano a terra ed erano sottoposti a stretta e severa sorveglianza da parte dei due fratelli arrestati.

autore / intelligo
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