Ultimatum Pisapia: "Renzi non hai scelta, riunisci il Pd o sarai travolto"

26 aprile 2017 ore 13:53, Luca Lippi
Pisapia si rivolge a Matteo Renzi, in pratica conferma senza dirlo direttamente che sarà il nuovo segretario del partito! Intervistato da Repubblica, senza usare mezzi termini l’ex sindaco di Milano ha tracciato un quadro di quello che potrebbe essere il futuro del centrosinistra in Italia: "Le elezioni francesi ci ricordano che la sinistra divisa va incontro a un solo destino, la sconfitta". Pisapia senza girarci intorno avverte Renzi sulla necessità di uno sforzo per cercare di riunire e non dividere il fronte del centrosinistra.
Pisapia dice che "a Renzi resta meno di un mese per dare un segnale chiaro, cioè cambiare la legge elettorale e costruire una coalizione". Nel caso questo non accadesse la conseguenza sarebbe gravissima: "Il centrosinistra andrà incontro a una sconfitta che definirei generazionale, perché ci vorrà appunto una generazione prima che si possa ricostruire la fiducia e la partecipazione del proprio elettorato".
Ultimatum Pisapia: 'Renzi non hai scelta, riunisci il Pd o sarai travolto'
Ricordiamo che Pisapia non è un tesserato del Pd, proprio per questo motivo il suo parere ha un peso tutt’altro che trascurabile: "Non sono iscritto al Pd, sono uno spettatore interessato perché, senza i dem, per l'Italia non c'è un futuro di centrosinistra. Spero che, chiunque sarà il nuovo segretario, non stravolga la storia di un partito che nel tempo è cambiato ma il cui elettorato non ha mai rinnegato il suo essere di sinistra".
Ricorda che "la domanda di unità proviene dalla base" e critica una possibile alleanza con Berlusconi: "Sarebbe innaturale. Mettere insieme qualcosa e il suo opposto non può funzionare".
L'effetto delle larghe intese? "L'equivalente di una sconfitta elettorale: ci vorrebbero anni per riconquistare la fiducia degli elettori".
In sostanza l’analisi di Pisapia è chiara e lucida, prendendo spunto da quanto sta per accadere in Francia, Pisapia ravvisa nello spezzettamento delle anime all’interno del pd un rischio di essere travolti senza precedenti, nello specifico pisapia afferma: “La sinistra, ovunque, quando si divide perde. I partiti tradizionali non riescono ad avere la fiducia degli elettori. Ma se si sommano i voti di Mélenchon, che non è estremista, a quelli socialisti, si ha la prova che il campo di centrosinistra è tutt'altro che sparito”. 
Nonostante tutto, il tempo fugge e, secondo Pisapia, quello a disposizione della sinistra italiana per darsi un assetto coerente alle nuove sfide globali sta per scadere.
Poi sulla legge elettorale Pisapia dice:Sono favorevole al Mattarellum. Se però non ci sono i voti in Parlamento, può funzionare anche il sistema che il Pd ha proposto in commissione: collegi e premio di maggioranza moderato. Purché si chiarisca se il premio va alla lista o alla coalizione. Serve il secondo, se si vuole mettere in campo un’alleanza larga di centrosinistra". 
“Spero che, chiunque sarà il nuovo segretario, non stravolga la storia di un partito che nel tempo è cambiato ma il cui elettorato non ha mai rinnegato il suo essere di sinistra". 
Per l'ex sindaco ci si riunisce "ascoltando la domanda di unità che proviene dalla base. Esiste una sinistra ragionevole, un mondo che non ha paura della sfida di governo, e che insieme a voci civiche, ambientaliste e moderate al Pd dice: alleiamoci su un progetto per il Paese o sarà la fine. Ha sentito cosa ripete in queste ore Romano Prodi? Io confido che Renzi raccolga questo appello". Altrimenti, ha avvertito, "questo stesso mondo dovrà trarre le conseguenze e attrezzarsi a dare una rappresentanza autonoma alle proprie idee. Ma il rischio concreto è che, da questo quadro esploso, esca la peggiore sconfitta degli ultimi decenni". 

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autore / Luca Lippi
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