G8, torture Polizia a Bolzaneto. Casarini (SI): "Ora codice identificativo su divise"

26 ottobre 2017 ore 12:43, Americo Mascarucci
"Gli atti commessi dalle forze dell’ordine nei giorni del G8 del 2001 sono atti di tortura". Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti umani che ha condannato l'Italia per le azioni compiute dai poliziotti nella caserma di Bolzaneto e anche lo Stato per non aver condotto un'indagine efficace ed accurata volta ad accertare la responsabilità degli uomini in divisa. I giudici europei hanno riconosciuto ai ricorrenti il diritto a ricevere tra i 10mila e gli 85mila euro a testa per i danni morali.
G8, torture Polizia a Bolzaneto. Casarini (SI): 'Ora codice identificativo su divise'

COSA HA DETTO CASARINI
Intelligonews ha raggiunto Luca Casarini, esponente di Sinistra italiana e in quegli anni fra i leader del movimento antagonista e no-glbal che animò le proteste del G8 di Genova per avere un commento.
"La sentenza di Strasburgo - dichiara - è un'ulteriore prova di ciò che sapevamo già. Non consegniamo soltanto alle parole questo fatto drammatico e gravissimo che non è stato sanzionato, nè dal punto di vista giudiziario, nè dal punto di vista politico, da nessun governo in Italia e che ha avuto bisogno della sentenza della Corte europea per essere riconosciuto. Ci sono due temi importanti da affrontare e che sono la risposta vera a questa sentenza. In primo luogo va istituita una legge sulla tortura in Italia che possa intervenire sui fatti di Bolzaneto visto che l'attuale legge non consentirebbe alcun intervento in questo o in altri casi analoghi. In secondo luogo va introdotto il numero identificativo sulle divise degli agenti affinché possano essere riconosciuti e individuati. La difficoltà di individuarli tanto nelle piazze che nelle caserme è uno degli elementi che rischia di lasciare impunite vicende come Bolzaneto. Introdurre queste misure - conclude - sarebbe il modo migliore di dimostrare all'Europa di aver imparato la lezione".

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