Sulla legge elettorale ora si fa sul serio: tra Pd e Forza Italia cala la diffidenza

26 settembre 2017 ore 12:18, intelligo
In teoria dovrebbe essere il tempo della stretta finale su una legge elettorale - il Rosatellum Bis - su cui il consenso delle forze politiche è ampio e dichiarato, visto che Pd, Forza Italia e Lega hanno già dato il loro via libera. In pratica il quadro è molto più complicato e il percorso costellato di ostacoli di quanto non sembri.
I fattori di rischio sono diversi. C’è l’effetto Germania che fa riflettere Forza Italia sul rischio che il vento populista consegni la leadership del centrodestra a Matteo Salvini. Ma ci sono anche i dubbi del Pd, tentato di scegliere strade più identitarie dopo che l’Spd tedesco è uscito con le ossa rotte dalle urne a causa della collaborazione organica con Angela Merkel.
Sulla legge elettorale ora si fa sul serio: tra Pd e Forza Italia cala la diffidenza
Il risultato è una coltre di diffidenza che cala improvvisamente sulla trattativa, nel giorno in cui la conferenza dei capigruppo dovrebbe definire il calendario dei lavori e offrire qualche certezza. Forza Italia teme fortemente un tradimento del Pd. “Noi voteremmo a favore del Rosatellum” spiegano gli azzurri a Montecitorio. “I problemi veri li ha il Pd, la loro tentazione malcelata è lasciare il cerino in mano ad altri. Il timore che l'affossino e diano la colpa agli altri c’è, inutile nasconderlo”. Gli azzurri devono, però, anche fare i conti con i mal di pancia dei parlamentari meridionali e in particolare dei campani che temono di non riuscire ad aggiudicarsi seggi nella quota maggioritaria non potendo contare sulla fondamentale stampella della Lega, al contrario dei colleghi del Nord. La loro strategia per insinuare dubbi dalle parti di Arcore sulla convenienza del Rosatellum Bis è soffiare sul fuoco della spauracchio Salvini, ovvero insistere sul rischio di cedere la sovranità del centrodestra al leader della Lega a scapito di Silvio Berlusconi.

Il punto è verificare se i 440 deputati che teoricamente dovrebbero votare la proposta di legge alla prova dei fatti lo faranno davvero, visto che a Montecitorio c’è la possibilità di ricorrere al voto segreto e l'imboscata è sempre dietro l'angolo. Il Pd teme di non riuscire a “tenere” la sua componente settentrionale, ovvero i parlamentari del Nord che temono di cadere sotto i colpi del centrodestra a trazione leghista in particolare in Veneto e in Lombardia, dove Berlusconi e Salvini potrebbero fare il pieno dei seggi assegnati con il maggioritario. C'è chi sostiene, però, che Matteo Renzi sarebbe comunque determinato ad andare fino in fondo avendo fatto bene i conti e calcolato che il saldo finale sarà comunque favorevole per il Pd, considerato che la vera forza politica sicuramente penalizzata dal Rosatellum sarà il Movimento Cinquestelle. Incastri, dubbi, variabili e perplessità, insomma, sono come sempre moltissime. È una tranquilla passeggiata in pianura, rischia ora di trasformarsi in una salita insidiosa.

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